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Napoli: si presenta a scuola con la testa rasata e le treccine blu e la preside non lo fa entrare

La preside dell'istituto comprensivo Ilaria Alpi-Carlo Levi di Scampia ha deciso di far rispettare le regole impedendo ad un ragazzino di 13 anni, l'ingresso in istituto, perché si è presentato a scuola con i capelli rasati e le treccine blu.

Cronaca
Pubblicato il 15 settembre 2019, alle ore 01:51

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Napoli: si presenta a scuola con la testa rasata e le treccine blu e la preside non lo fa entrare

La dirigente scolastica, Rosalba Rotondo, dell’istituto comprensivo Ilaria Alpi-Carlo Levi di Scampia, ha negato l’ingresso in istituto di un alunno di 13 anni che si è recato a scuola con i capelli rasati e le treccine blu elettrico. La preside ha motivato la sua scelta ribadendo il fatto che ci sono delle regole e tutti le devono rispettare, docenti, alunni e genitori.

La vicenda ha fatto scalpore in quanto diffusa dalla nonna del ragazzino che ha informato dell’accaduto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, lamentandosi di quanto accaduto al nipote e del trattamento poco gentile subito anche dalla mamma del ragazzino. Borelli ha quindi deciso di informare anche l’Ufficio scolastico regionale della Campania.

Dal canto suo, la preside ha ribattuto che non c’è stato alcun trattamento irrispettoso nei confronti della madre del ragazzino. La dirigente, infatti, ha evidenziato come ogni anno tutti i genitori degli alunni sottoscrivono un patto di corresponsabilità. Bandite dal dress code della scuola sono non solo le treccine colorate ma anche creste, shatush o altre acconciature carnevalesche. Ed inoltre: no a bermuda, pantaloni stracciati, sandali, trucco pesante, ombelico scoperto, maglie e felpe con simboli che inneggiano alla violenza.

Le regole vanno rispettate e nessuna eccezione è concessa. La Rotondo, ha poi speso parole molto positive nei confronti del 13enne dalle treccine blu, definendolo un ragazzino talentuoso e dalla spiccata intelligenza e, proprio per questo, va guidato verso la giusta direzione per evitare che sprechi il suo talento frequentando cattive compagnie.

La mamma del ragazzo ha poi rivelato che quei capelli particolari sono stati un regalo di compleanno. La preside rincara la dose ribandendo il concetto che compito della scuola è quello di raddrizzare i ragazzi e far capire loro che, attraverso il bello, il bene e il vero, possono diventare ciò che vogliono nella vita.

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Cosa ne pensa l’autore
Beatrice Cinnirella

Beatrice Cinnirella - Concordo al 100% con la linea tenuta da questa preside. All'interno di una comunità sociale ci sono delle regole da rispettare: se ognuno invece si arroga il diritto di fare quello che vuole, si genera solo anarchia e confusione. Il fatto che la mamma del ragazzino si sia lamentata, non fa che ingenerare nel figlio la convinzione che il suo comportamento sia del tutto normale quando invece non lo è.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

15 settembre 2019 - 01:53:02

Come regalo di compleanno fa conciare il figlio come se si fosse a Carnevale. Lo dico sempre che non andrebbe permesso a tutti di diventare genitori.

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