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Napoli, dona alla figlia un rene: "Mi ha dato la vita per la seconda volta"

Malata di insufficienza renale cronica, viene salvata dall'amore del padre che le dona un rene. Ai microfoni dei giornalisti parla dell'amore che li lega.

Cronaca
Pubblicato il 22 dicembre 2018, alle ore 14:07

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Napoli, dona alla figlia un rene: "Mi ha dato la vita per la seconda volta"

Lei ha 26 anni ed è malata di insufficienza renale cronica. Il 13 dicembre ha subito un trapianto di rene che le ha salvato la vita grazie alla generosità e all’amore del padre che ha scoperto che al Policlinico Federico II di Napoli effettuavano trapianti da donatore vivente. Il 56enne, ha iniziato subito ad informarsi per poter procedere con le pratiche che gli avrebbero consentito di salvare la figlia. Il padre ha così parlato con Michele Santangelo, il direttore della UOC di Chirurgia Generale e dei Trapianti di Rene del Policlinico Federico II, che si è detto fin da subito disponibile all’intervento.

L’ultimo trapianto da donatore vivente è stato effettuato nel 2003, e a differenza dai normali trapianti eseguiti da donatori deceduti, il primo garantisce una migliore qualità di vita e di sopravvienza.

Il caso

Verso l’estate di quest’anno, la ragazza aveva ricevuto una chiamata dal Policlinico Federico II che l’avvisava di un possibile rene compatibile. Sfortunatamente, però, con gli esami successivi, l’organo è stato scartato. Una notizia che non è stata presa totalmente male dal padre della 26enne, che ormai aveva fatto partire le pratiche per la donazione del suo rene, sempre più convinto di voler essere in prima fila per salvare la vita della figlia.

Dopo attente valutazioni fisiche e psicologiche, il 13 dicembre appena passato è avvenuto l’intervento. L’uomo, che gode di ottima salute, è stato presto dimesso dall’ospedale, ed anche la ragazza ha superato il trapianto senza alcuna complicazione.

Ai microfoni dei giornalisti, la 26enne spende parole di amore e gratitudine verso il padre, affermando di aver ricevuto dall’uomo per la seconda volta la vita. I due erano molto legati anche prima del trapianto, ma ora sembrano diventanti ancora più inseparabile. Sul braccio della figlia, un tatuaggio con l’iniziale del nome del padre a forma di cuore, che testimonia l’amore che li lega.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Una bella storia in questo periodo di Natale che ci ricorda l'importanza dei piccolo gesti, anche se qui di piccolo c'è ben poco. L'amore di un genitore riesce sempre a meravigliare giorno dopo giorno. Nonostante i pericolo che si corrono, se un gesto può salvare la vita di un figlio, il padre e la madre saranno sempre in prima fila per farlo.

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