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Napoli

Napoli, chi ha gettato Samuele dal balcone dopo è andato a mangiare una pizza

Si tratta del piccolo Samuele, deceduto negli scorsi giorni dopo essere caduto dal balcone di un palazzo situato in via Foria. Per gli inquirenti si tratta di omicidio, per questo è stato fermato un 38enne, il cui fermo è stato convalidato dal Gip.

Cronaca
Pubblicato il 21 settembre 2021, alle ore 09:51

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Napoli, chi ha gettato Samuele dal balcone dopo è andato a mangiare una pizza

Si è tenuta nella mattinata di ieri l’udienza di convalida del fermo nei confronti di Mariano Cannio, il 38enne accusato di aver gettato dal balcone il piccolo Samuele, di soli 3 anni. Si tratta del bimbo che è morto dopo essere precipitato dal balcone di un appartamento situato in via Foria venerdì scorso. Davanti al Gip Cannio si è avvalso della facoltà di non rispondere. Dopo essere stato fermato dagli agenti, però, il 38enne ha provato a spiegare quei tragici momenti. 

“Sono uscito fuori al balcone, avendo sempre il piccolo in braccio, e appena uscito in prossimità della ringhiera ho avuto un capogiro. Mi sono affacciato dal balcone mentre avevo il bambino in braccio perché udivo delle voci provenire da sotto, a questo punto lasciavo cadere il bambino di sotto. L’ho fatto perché in quel momento ho avuto un capogiro” – così ha detto l’uomo agli investigatori. Per il Gip la circostanza del capogiro non appare credibile. 

Catturato con uno strategemma

Per poter rintracciare e fermare il 38enne gli inquirenti hanno usato uno strategemma: hanno ficcato sotto l’uscio della porta una bolletta della luce, che poco dopo è stata ritirata, segno che in casa c’era qualcuno. A quel punto le forze dell’ordine sono entrate in azione. L’uomo è un domestico che lavorava presso varie famiglie della zona e pare che da poco avesse cominciato a prestare servizio nella casa dove abitava il piccolo Samuele insieme ai famigliari.

Al momento del dramma con lui in casa c’era la madre, che però era in un’altra stanza. Quella mattina Cannio era andato nella casa in questione per poter fare le pulizie. Gli inquirenti pensano che il 38enne abbia avuto il malore soltanto nel momento in cui aveva in braccio il bimbo, per poi tornare lucido un attimo dopo e lasciare l’abitazione. 

L’arrestato, che ora si trova rinchiuso in carcere nel reparto per pazienti con problemi psichici, avrebbe anche dichiarato che dopo aver compiuto il misfatto è andato al rione Sanità per mangiare una pizza. Napoli è ancora sotto shock per quanto avvenuto, i genitori del piccolo non si danno pace. 

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Quello che è accaduto a Napoli è davvero un fatto assurdo, che ci fa capire di che cosa possa essere capace l'essere umano. Questa persona si è macchiata di un crimine assurdo. Il fatto ha destato sconcerto non solo a Napoli ma in tutta Italia e ha sconvolto la vita della famiglia del piccolo Samuele.

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