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Napoli: Ambrosio e Montino uccisi e bruciati da due donne

La morte di Aniello Ambrosio e Vincenzo Montino era stata già decisa da tempo. Sullo sfondo c'è il controllo degli affari illeciti sul territorio di Napoli

Cronaca
Pubblicato il 26 febbraio 2014, alle ore 18:55

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Napoli: Ambrosio e Montino uccisi e bruciati da due donne

La morte di Aniello Ambrosio e Vincenzo Montino era stata già decisa da tempo. A riferirlo sono gli stessi investigatori incaricati di fare luce su quanto accaduto ai due, i cui resti carbonizzati sono stati trovati nelle campagne di Caivano. La loro identificazione è arrivata grazie alla denuncia di scomparsa fatta da alcuni familiari. Sarebbero stati questi ultimi, infatti, a riferire agli investigatori che già da alcune settimane temevano per la sorte dei loro cari perchè erano stati oggetto di minacce di morte.

Una sentenza annunciata, e che è stata puntualmente eseguita. Secondo gli inquirenti, il duplice omicidio sarebbe da inquadrarsi nello scontro tra i gruppi camorristici che operano nella periferia nord di Napoli. Al centro dello scontro, vi sarebbe il controllo della città di Caivano e, in particolare del cosiddetto “parco verde”, complesso di edilizia popolare trasformato dalla camorra in una delle più grandi piazze di spaccio dell’intera città di Napoli. Gli investigatori, inoltre, non escludono che io duplice omicidio possa essere in qualche modo, legato un altro assassionio “eccellente”, quello di Modestino Pellino, il “colonnello” del clan Moccia, trucidato a Nettuno nel luglio 2012. Per quell’agguato sono finiti in manette tre persone, tutte di Caivano.

Ancora sconosciuta, invece, l’identità del killer che uccise materialmente ‘o micillo’, soprannome con cui era conosciuto Pellino. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la morte del boss sarebbe stata decisa perchè quest’ultimo voleva prendere il controllo della zona di Caivano “rimettendo ordine” tra i vari gruppi camorristiciUna strategia che, tuttavia, avrebbe innescato la reazione armata di qualche camorrista dell’area desideroso, invece, di “farsi spazio”.

Ambizioni che spiegano gli investigatori, avrebbe nutrito anche Aniello Ambrosio. A differenza dell’altra vittima, Vincenzo Montino, Ambrosio, infatti, era un personaggio di spessore della “mala” caivanese e napoletana. Già aveva dei precedenti penali, infatti aveva avuto già una condanna a 5 anni. Tornato in libertà, nonostante fosse sottoposto alla sorveglianza speciale, Ambrosio, negli ultimi anni si sarebbe ritagliato un ruolo importante negli ambienti criminali napoletani e del “parco verde”. Qui, infatti, sarebbe stato più volte in compagnia di soggetti di importanza rilevante nella mala vita napoletana. Non è escluso, che dinanzi alla riorganizzazione progettata da Pellino, lo stesso Ambrosio abbia deciso insieme ad altri, di prendere le armi ed evitare di perdere “prestigio”. Negli ultimi giorni gli investigatori hanno ritrovato un video registrato da alcune telecamere presenti nella zona, la cosa che si evince dal video è che i due uomini sono stati uccisi da due donne.

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