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Napoli, 16 arresti per truffa per traffico di cd e dvd contraffatti

Operazione della guardia di finanza esegue 16 arresti dalla Lombardia alla Puglia. Coinvolti nella truffa di 250 milioni di euro e traffico di cd e dvd falsi anche imprenditori e dirigenti di una società italiana che avrebbe avuto accordi con i camorristi

Cronaca
Pubblicato il 10 aprile 2014, alle ore 18:42

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Napoli, 16 arresti per truffa per traffico di cd e dvd contraffatti

La guardia di finanza ha eseguito 16 ordinanze di custodia cautelare ordinate dal Gip di Napoli in seguito alle indagini condotte sulla pirateria. Dall’inchiesta è emerso che i clan camorristici avevano nelle mani il traffico di dvd e cd falsi e la loro diffusione nelle maggiori città d’Italia. La truffa avrebbe portato un danno sul mercato per 250 milioni di euro, somma ingente per le casse dello stato.

Nei controlli effettuati dalla guardia di finanza numerosi sono gli imprenditori che hanno fatto parte di questo giro di affari, in cui sono coinvolti anche dirigenti che stanno a capo di società importanti. Le perquisizioni sono avvenute in Lombardia, Toscana, Lazio, Puglia e Campania e sono stati posti sotto sequestro 164 conti correnti, 126 tra fondi d’investimento, titoli, obbligazioni, cassette di sicurezza, ma anche 56 auto e diverse moto di lusso. Sequestrato anche uno yacht e 71 immobili e terreni, oltre a 23 milioni di cd e dvd ancora non utilizzati. 

La diffusione del materiale contraffatto era possibile grazie alla collaborazione di una vasta e fitta rete di intermediari, coadiuvati dalla partecipazione alla truffa dei dirigenti della società Verbatim, che erano a conoscenza dell’inganno. Tramite il loro intervento e la collaborazione di alcune società che avevano sede in altri paesi dell’Unione Europea, i cd e i dvd entravano in Italia senza alcuna dichiarazione fiscale, totalmente in nero. Una serie di fatture false, eseguite da esperti commercialisti e contabili, facevano apparire tutto come se fosse regolare e accompagnavano regolarmente la merce. La truffa consentiva di ottenere la merce a prezzi notevolmente inferiori a delle ditte campane, su cui agivano i clan camorristici, di battere la concorrenza.

Agli  arresti domiciliari è stato sottoposto il rappresentante legale Marco Balducci, che collaborò allora alla truffa in veste di responsabile amministrativo. La stessa condanna è stata data anche all’ex amministratore delegato, Mauro Santi, licenziato nel 2012, e a Matteo Locatelli, oggi responsabile delle vendite del Sud Europa ma che invece all’epoca ricopriva la carica di responsabile delle vendite in Italia. Diversa la condanna per Francesco e Luciano Meoni, due imprenditori toscani che si occupavano di commercio all’ingrosso e della grande distribuzione del materiale contraffatto, che invece sono finiti in carcere.

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