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Napoli

Napoli, 11enne muore "Uccisa dai veleni che respirava"

Alessia muore a 11 anni a causa di un tumore provocato dai veleni provenienti dalla vicina discarica. "Basta con queste morti, ma cosa aspettano?" è la domanda di molti.

Cronaca
Pubblicato il 21 novembre 2018, alle ore 18:54

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Napoli, 11enne muore "Uccisa dai veleni che respirava"

Mentre a Roma si discute (e si litiga) Sagunto viene espugnata” la frase, ripresa dalla storia e pronunciata qualche anno fa da Antonio Di Donna, il vescovo di Acerra, apre l’articolo on line del Mattino di Napoli, ricordando la denuncia del prelato per il lungo elenco di vite umane che il cancro ha spezzato nella “Terra dei Fuochi“.

Nei giorni scorsi, dopo pochi mesi di malattia, è morta Alessia Tatiana Atanìa, una ragazzina di appena 11 anni. A causare la sua morte un tumore che si sviluppa nel tessuto osseo, l’osteosarcoma fulminante. Alessia Tatiana ha lasciato mamma, papà e l’intera comunità nella tristezza e nella rabbia per una morte tanto ingiusta.

Il ricordo di Alessia

Al funerale di Alessia Tatiana Atanìa, celebrato ad Acerra, nella chiesa di San Pietro, nel rione Limitone, hanno partecipato centinaia di persone che insieme a parole di vicinanza alla famiglia non hanno potuto trattenere le lacrime e la rabbia per una morte che si poteva evitare. Terminata la celebrazione, tra i partecipanti la domanda che girava era quella di tante altre volte “Basta con queste morti, ma cosa aspettano?” a cui faceva eco una risposta sconcertante “Una rivoluzione o che moriamo tutti in poco tempo?”.

Il Mattino di Napoli racconta che “della piccola Alessia resta un’immagine terribile, quella della sua bici bianca da passeggio lasciata nel cortile della sua abitazione”. La sua famiglia abitava da decenni nel rione Limitone, in un edificio che s’affaccia sul fosso dei Regi Lagni, una discarica di fanghi tossici che si distende per circa 500 metri e che più volte ha preso fuoco. 

In conseguenza al tragico evento della figlia, i genitori di Alessia, Giovanni e Natalia Kit, hanno deciso di andare a vivere in un’altra zona di Acerra sperando che l’aria sia meno inquinata e la vita più sicura. Un vicino, intervistato dal Mattino, riferisce che se ne sono andati una settimana fa e racconta la sua triste testimonianza: anche sua madre, ancora giovane, abitava nello stesso palazzo degli Atanìa, ed è morta a causa di un tumore. 

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Colpisce davvero la bici bianca nel fosso che immagino grigio scuro. La bici dice il desiderio di correre e di vivere, il bianco mi dice semplicità, fanciullezza... purezza. Ma il fosso grigio scuro mi dice morte, inganno, oscurità. E che sia questo grigio scuro ad avere, ancora una volta, l'ultima parola mi rende triste, molto triste. Una preghiera per Alessia e per la sua famiglia!

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