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Morto dopo AstraZeneca, la famiglia dona i suoi organi salvando tre persone

La famiglia di Gianluca Masserdotti, il 54 enne originario della provincia di Brescia morto dodici giorni dopo la prima dose di AstraZeneca, hanno deciso di donare i suoi organi salvando la vita di tre persone.

Cronaca
Pubblicato il 9 agosto 2021, alle ore 11:38

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Morto dopo AstraZeneca, la famiglia dona i suoi organi salvando tre persone

La scomparsa di Gianluca Masserdotti, causata da un’ischemia e un’emiparesi sinistra, sta facendo ancora discutere. Il 54 enne originario di Flero, comune della provincia di Brescia in Lombardia, è morto dodici giorni dopo aver ricevuto la prima dose con AstraZeneca. La notizia venne amplificata anche dalla prematura morte di Camilla Canepa, la 18 enne ligure scomparsa pochi giorni prima sempre a causa del vaccino.

Come riportato da “Brescia Today” la figlia Giulia ha rivelato che il padre prima della vaccinazione godeva di ottima salute. Continuando il suo racconto afferma che, dopo aver ricevuto la prima dose nella giornata del 29 maggio, ha accusato un po’ di indebolimento fisico e febbre, e nei giorni successivi si sentiva stanco.

Il peggioramento viene registrato nel fine settimana, e ad un certo punto alzandosi dal divano, è crollato a terra. Portato nella struttura ospedaliera gli è stata praticata un’angiografia per rimuovere il trombo, ove Gianluca poi nei giorni successivi viene sottoposto a nuove operazioni. Tuttavia pochi giorni dopo viene dichiarata la morte cerebrale.

La donazione degli organi

La Procura di Brescia, da circa due settimane, sta indagando per affermare con certezza la causa della morte di Gianluca Masserdotti, ove si sta cercando di capire se è possibile trovare una connessione tra la somministrazione del vaccino con la sua morte. Intanto la famiglia del 54enne ha deciso di donare gli unici organi che è stato possibile (reni e fegato) da dare a tre persone diverse.

Sempre come riportato da “Brescia Today” il Civile ringrazia la famiglia di Masserdotti: “Vogliamo rendervi partecipi che grazie al dono del suo fegato un uomo di 43 anni ha ripreso a vivere e altri due uomini di 52 anni sono usciti dal tormento della dialisi grazie al dono dei suoi reni. Gianluca non è più con voi ma potete aggiungere un altro motivo di orgoglio al suo bel ricordo”.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - In una tragedia come questa ci si prova sempre a raccontare una bella notizia, La famiglia di Gianluca Masserdotti ha fatto uno dei gesti più belli da compiere, e donare gli organi significa salvare altre vite. Fa sempre piacere leggere delle notizie del genere e ai familiari va dato tutto il sostegno possibile.

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