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Morti due alpinisti a Trento: uno era del soccorso alpino

Due incidenti, uno in Trento e uno a Vercelli, hanno stroncato la vita di quattro persone. Uno di loro era un membro del soccorso alpino. Ecco cosa è successo.

Cronaca
Pubblicato il 14 settembre 2019, alle ore 18:32

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Morti due alpinisti a Trento: uno era del soccorso alpino

Tragedia a Trento, dove i corpi di due alpinisti, entrambi veneti, sono stati ritrovati sabato mattina senza vita su una parete del Sass Maor. Addirittura, uno dei due lavorava nel soccorso alpino: si chiamava Michele Chinello, e aveva 51 anni. Le segnalazioni della scomparsa sono cominciate il venerdì poco dopo le ore 20.00 da parte del proprietario della pensione nella quale avrebbero dovuto trascorrere la notte. 

A causare la morte sarebbe stata una caduta di diverse centinaia di metri mentre proseguivano sulla via Scalet-Biasin e per recuperare i corpi sono stati necessari quattro membri dell’elisoccorso e due operatori della stazione Primiero dell’area operativa Trentino orientale del soccorso alpino. È stata un’operazione complessa. 

Morti i due alpinisti veneti, ma gli incidenti non sono finiti qui

Come già detto, una delle due vittime è Michele Chinello di 51 anni che era del soccorso alpino e anche infermiere. La notizia infatti è stata confermata dai canali social del soccorso alpino: “Non vorremo mai scrivere queste righe. La nostra famiglia oggi piange una grande persona. Ieri il nostro Michele Chinello e un suo compagno di cordata hanno perso la vita durante la scalata della via Scalet-Biasin, sul Sass Maor”.

Oltre a questo, però, si è verificato anche un altro incidente in provincia di Vercelli. Questa volta, le due vittime sono provenienti dal Belgio ed erano escursionisti. I corpi erano di marito e moglie, entrambi di 76 anni. Le ricerche erano partite venerdì sera con i due che si erano avventurati in un sentiero particolarmente pericoloso e che forse hanno sottovalutato. 

Il tratto di terra, infatti, era caratterizzato da ghiaia scivolosa e da diverse insidie. Secondo le prime ricostruzioni, uno dei due sarebbe scivolato e si sarebbe tirato l’altro per alcuni metri. Anche in questo caso l’allarme è stato lanciato dallo staff dell’albergo in cui alloggiavano, poiché non li vedevano più tornare.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Capita spesso di sentire che alpinisti ed escursionisti non riescano a tornare a casa. Si tratta di una passione che a quanto pare, neanche la morte, intimorisce. Questo di solito è sintomo che è la cosa per cui sono nati e si tratta a tutti gli effetti della loro passione.

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