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Morte Maria Sestina Arcuri: assolto l’ex fidanzato

È stato assolto con formula piena e rimesso in libertà Andrea Landolfi, accusato di avere provocato la morte della fidanzata Maria Sestina Arcuri, originaria di Nocara in provincia di Cosenza

Cronaca
Pubblicato il 21 luglio 2021, alle ore 16:18

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Morte Maria Sestina Arcuri: assolto l’ex fidanzato

E’ stato assolto con formula piena e rimesso in libertà Andrea Landolfi, accusato di avere provocato la morte della fidanzata Maria Sestina Arcuri, originaria di Nocara in provincia di Cosenza ma residente nella Capitale, la giovane parrucchiera di 26 anni spirata il 6 febbraio del 2019 nell’ospedale Belcolle di Viterbo.

Su di lui pendeva la pesante richiesta di condanna, rappresentata dal pubblico ministero Franco Pacifici, a 25 anni di reclusione, per omicidio volontario, lesioni e omissione di soccorso.

Secondo tale ricostruzione la ragazza, dopo un litigio per gelosia con il fidanzato, era stata lanciata dalle scale dell’abitazione della nonna dell’imputato, Mirella Iezzi, nella notte tra il 3 e il 4 febbraio del 2019, in via Papirio Serangeli a Ronciglione. Tesi rafforzata dai risultati dell’autopsia che confermarono la morte per emorragia cerebrale causata dall’impatto del cranio della donna sul pavimento, e dalla testimonianza del figlio di Andrea, il bambino di 5 anni presente all’accaduto, che mimò alla psicologa la scena del terribile volo dal parapetto con un peluche di Topo Gigio.

Mentre la nonna del trentaduenne, testimone dell’avvenimento, sosteneva la dichiarazione del nipote, ovvero il rotolamento di entrambi dalle scale mentre si scambiavano effusioni amorose, dopo aver trascorso la serata in un pub. E, nonostante Maria Sestina avesse battuto la testa, secondo il racconto, sarebbe andata a dormire insieme ad Andrea, il quale avrebbe contattato il 118 solo verso le 5 del mattino, dopo essersi reso conto del peggioramento delle condizioni fisiche della sua ragazza.

Dopo due anni e mezzo di udienze, la delusione e il dolore della famiglia di Maria Sestina Arcuri che non ha mai creduto alla tesi dell’incidente involontario è sempre più cocente, aggravato dal passaggio di una condanna per colpevolezza ad una assoluzione per innocenza, e da quel particolare dialogo intercettato tra Andrea Landolfi e Mirella Iezzi, come tra un colpevole e la sua complice: “se crolli tu, crollo io. Se cadi tu, cado io. È tutto un domino”.

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Cosa ne pensa l’autore
Rossana Lucente

Rossana Lucente - Non penso ci sia dolore più grande di una madre disperata per la perdita prematura della propria figlia, sia essa causata da una grave malattia, da un incidente imprevedibile o peggio ancora da una mano assassina. La vita, a volte, ci mette dinanzi a prove difficili umanamente da accettare, affrontare e superare. Non esiste nessuna cura in grado di lenire e guarire le ferite dell'anima.

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