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Monza, picchia la moglie e la insegue con un martello: arrestato

Ha picchiato per anni la moglie, insultandola e minacciandola davanti ai figli. Il gip ha disposto un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per l'uomo, responsabile dell'ennesima violenza sulle donne.

Cronaca
Pubblicato il 9 dicembre 2021, alle ore 18:48

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Monza, picchia la moglie e la insegue con un martello: arrestato

“Brucio te e i bambini”.Questa è solo una delle spaventose frasi pronunciate da un 38enne, ora finito in manette, nei confronti della moglie. Parliamo dell’ennesimo caso di violenza su una donna, culminato con l’arresto dell’uomo, con l’accusa di maltrattamenti nei confronti della compagna, avvenuti spesso in presenza dei loro tre figli.

Teatro di questa triste storia è Brugherio, in provincia di Monza e Brianza. Una storia iniziata nel 2015 che ha coinvolto tre minori innocenti (il più grande dei figli della coppia ha solo 10 anni).

L’accaduto 

Le violenze sono iniziate 6 anni fa, facendo sprofondare la donna, 32enne italiana, in un incubo. Prima un pugno al naso, poi un calcio sul fianco, sino al telefono rotto per 3 volte dal compagno, cittadino di origine albanese. Il culmine è stato toccato a inizio novembre quando, nel corso dell’ennesima lite, l’uomo ha preso un martello e ha iniziato a rincorrere la moglie per casa, minacciando di colpirla. 

La povera vittima è riuscita a divincolarsi e a scappare, rifugiandosi dai vicini, fino all’arrivo dei carabinieri e l’arresto, in esecuzione di un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere, effettuato qualche giorno fa. Solo a seguito dell’episodio avvenuto a novembre, la donna ha avuto il coraggio di rivolgersi ai carabinieri, denunciando il padre dei suoi figli che, per anni, l’ha riempita di botte, minacce e insulti. In un’occasione, l’uomo, sotto l’effetto di alcol, le avrebbe anche detto: “In questa casa non entrerà nessuno, L’ho costruita io e io la distruggo” e “Ti darò fuoco”.

Pugni al naso, calci, costole rotte e minacce di morte, ogni tipo di angheria fisica e verbale, spesso per motivi di gelosia, mescolata all’abuso di alcol. Anni di terrore, che sarebbero potuti sfociare in un triste epilogo, dal quale la 32enne è riuscita a sottrarsi solo decidendo di denunciare quanto accadeva all’interno delle mura domestiche, in presenza dei suoi piccoli. Ora la donna ed i suoi figli si trovano sotto protezione, con la speranza di poter cominciare una vita serena, lasciandosi alle spalle anni di torture.

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - Una storia dell'orrore, che avrebbe potuto avere un tragico epilogo per la povera 32enne che, per fortuna, ha trovato la forza di denunciare. Un caso, questo, che dovrebbe essere un esempio per tutte coloro che vivono una situazione simile, cui rivolgo l'invito a rivolgersi alle forze dell'ordine e denunciare le violenze subite.

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