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Monza, il razzismo non risparmia neanche i piccoli calciatori

In provincia di Monza, lo scorso sabato durante lo svolgimento di un match calcistico dei pulcini, ragazzi di 10 anni, una madre si è resa protagonista di un gesto veramente indecente urlando "negro di merda" ad un bambino di colore della squadra rivale.

Cronaca
Pubblicato il 5 novembre 2019, alle ore 08:42

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Monza, il razzismo non risparmia neanche i piccoli calciatori

Ancora una volta il razzismo è il protagonista di una storia accaduta a Desio, in Lombardia, nella giornata di sabato 2 novembre. In campo si stanno sfidando il Desio contro la Sovicese, campionato pulcini 2009. Il fatto sconcertante di questa vicenda è che la vittima sia un bambino di colore di appena 10 anni che è stato insultato in maniera grave dalla madre di un ragazzo appartenente alla Sovicese.

Quando ad un certo punto, in seguito a degli screzi in campo, tra bambini di 10 anni, dalla tifoseria rivale della Sovicese, una madre dagli spalti si rivolge ad un ragazzo di colore desiano con il peggior epiteto: “Negro di Merda“.

Stiamo parlando del campionato dei pulcini del 2009, quindi non ci sono né regole né tutele verso il giovane ragazzo, che a match disputato ha espresso il proprio malcontento al suo mister. La società desiana è da sempre attiva nella lotta alle disuguaglianze e ingiustizie, e in prima linea per il fair play.

La decisione del mister è chiara e inequivocabile, denunciare il tutto al ministro, e infine chiedere il daspo per i genitori “razzisti” a tutela di una sana competizione di sport. La società in passato ha organizzato dei tornei tra genitori e figli, e nella maglia presenta una scritta che ci informa che si tratta di una “Squadra antibulli”.

Dunque, la società si è subito mossa per informare il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, con la conseguente richiesta di svolgere un’indagine interna volta al riconoscimento dell’autrice di questo gesto codardo e vile, in quanto rivolto addirittura ad un bambino di 10 anni, l’età del figlio di questa madre maleducata.

Nel prossimo weekend vedremo impegnata la società desiana in una provocazione vera e propria, in quanto hanno deciso che alcune squadre si presenteranno in campo con il volto dipinto di nero.

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Cosa ne pensa l’autore
Giacomo Ligi

Giacomo Ligi - Credo che in questi casi non ci sia nulla da dire se non “che schifo”. Ma non vi vergognate? Voi che dovreste essere l'esempio per i vostri figli. Ormai non mi stupisce nulla, in un periodo storico dove tutto è concesso, dove si combatte il diverso per sentirci meglio in prima persona. Concludo dicendo che credo che a genitori come questi andrebbero fatti frequentare dei corsi di recupero sociale.

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