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Firenze

Montelupo, Il primo ospedale psichiatrico giudiziario italiano chiude

La Villa medicea dell'Ambrogiana è stata la sede di un ospedale psichiatrico giudiziario dal 1886. Finalmente l'ultimo paziente è stato trasferito e la struttura è chiusa. E' previsto un inserimento all'interno del patrimonio dell'Unesco.

Cronaca
Pubblicato il 13 febbraio 2017, alle ore 14:28

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Montelupo, Il primo ospedale psichiatrico giudiziario italiano chiude
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L’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo chiude dopo 140 anni, è stato trasferito anche l’ultimo paziente. La Villa medicea dell’Ambrogiana era stata convertita a manicomio criminale nel 1886.

La struttura acquisita da uno dei figli di Cosimo I, Ferdinando, nel 1573, affacciata sull’Arno, domina dall’alto tutto il territorio circostante. Ferdinando I de’ Medici, cardinale a Roma, e dal 1587 granduca di Toscana, commissionò l’edificazione della villa, sopra un antecedente casino signorile.

Nel novizio edificio vennero inserite quattro torri angolari, un chiostro centrale con cisterna. Gli interventi strutturali basilari furono intrapresi tra 1587 e il 1590: venne realizzato l’impianto del giardino e l’accesso della villa dal fiume Arno, dove Giovan Battista Ferrucci del Tadda realizzò una grotta ornata da spugne, fossili e bassorilievi. In questa fase di realizzazione lavorarono al cantiere i principali architetti attivi a Firenze alle dipendenze del granducato: dal 1588 fu capomastro del cantiere Raffaello Pagni con la supervisione di Bernardo Buontalenti.

Nel 1737 il granducato di Toscana passò ai Lorena d’Austria, sotto Francesco Stefano l’Ambrogiana fu restaurata dall’architetto Jean Nicholas Jadot. La fase napoleonica (1799-1814) portò ad un progressivo disinteresse per l’edificio, le opere d’arte al suo interno vennero rimosse, e dopo un tentativo di vendita, il complesso fu posto in affitto. Nel 1824 Leopoldo II, ultimo granduca di Toscana la trasformò in una casa di cura per le malattie mentali. Nel 1860 la villa diventò proprietà dello Stato italiano e nel 1884 il complesso fu definitivamente trasformato in manicomio criminale. La conversione determinò la perdita dei giardini e l’utilizzazione indegna della struttura: il quartiere detentivo venne collocato non solo presso le scuderie, ma anche lungo il corridoio di connessione tra la villa e l’ex chiesa dei padri alcantarini.

L’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo è stato il primo manicomio criminale della storia d’Italia. L’ultimo recluso è stato trasferito alla Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Volterra che ospita 32 posti letto. Un ampliamento della Rems di Volterra porterà il numero a 40 posti letto, 35 per uomini e 5 per donne. Entro il 2017 dovrebbe, inoltre, essere istituita una Rems ad Empoli, con 9 posti letto. La fine dell’Opg era prevista per  il 31 marzo del 2015 ma a fine dicembre del 2014 gli internati erano ancora 114 . La Regione Toscana ha utilizzato le proprie risorse per la dimissione dei pazienti previsti, investendo 7,5 milioni di euro per percorsi terapeutici di recupero alternativi. 

La chiusura rappresenta una vittoria del diritto e della civiltà, nel rispetto, finalmente, della legge Basaglia. L’Opg di Montelupo nel 2010 aveva sconvolto l’allora presidente della commissione sanità in Parlamento Ignazio Marino. La fatiscenza trasudava principalmente in uno dei due edifici che ospitava i ricoverati, la sezione “Ambrosiana”. L’intonaco era marcatamente assente, infiltrazioni d’acqua persistenti, bagni aperti in condizioni indecenti.

Il sovraffollamento era giunto a livelli intollerabili: sei, sette, otto internati segregati per ventidue ore su ventiquattro entro un ‘area che consentiva la detenzione di un solo armadietto, privi di una sedia o un tavolo. Vecchi e giovani, malati gravi e sani, uomini prestanti e anziani non autosufficienti, fumatori accaniti e allergici al tabacco convivevano in una promiscuità assurda, infernale. Per il futuro, si pensa ad una riqualificazione della Villa e al suo inserimento nel patrimonio Unesco.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - La Villa medicea dell'Ambrogiana, ricca di storia, edificata da grandi artisti (basta citare solamente Buontalenti) finalmente tornerà se stessa. Dopo il restauro potremo bearci della soave bellezza oscurata dall'indecoroso manicomio criminale in cui era stata trasformata. Pensare che all'interno di quelle splendide mura risiedesse un'umanità desolata, dolente, abbandonata ad un decadimento degno dei manicomi ottocenteschi rasenta l'assurdo. La strada per una riconversione è ancora lunga, niente è certo, ma solo sapere che quelle stanze sono finalmente vuote è decisamente confortante.

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