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Modena, muore schiacciata dal macchinario. Gli ispettori: "L’operazione non era sicura"

L'ennesima morte bianca porta via una giovane mamma mentre stava lavorando in una ditta, dove è stata schiacciata dal macchinario che stava usando. Ulteriori indagini in corso faranno luce su quanto accaduto.

Cronaca
Pubblicato il 4 agosto 2021, alle ore 12:50

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Modena, muore schiacciata dal macchinario. Gli ispettori: "L’operazione non era sicura"

Le morti bianche, ovvero le storie di operai e operaie che continuano a morire sul lavoro sono ogni giorno tantissime. L’ultima, in ordine di tempo, ha come protagonista, una donna di 41 anni, a Modena che è rimasta schiacciata dal macchinario che stava azionando. La donna, Laila, lascia una bambina e un dolore enorme dietro di sé. A distanza di un giorno dall’incidente avvenuto, ora la parola passa agli ispettori che stanno analizzando e facendo delle indagini per capire quanto successo. 

Laila El Harim era una operaia di 41 anni che ha perso la vita nella ditta che si occupava di cartone per packaging nella giornata di martedì 3 agosto. In base alle ultime ispezioni, sembra che la donna non sia morta in seguito a un incidente. Le indagini condotte dai Carabinieri della zona e coordinate dalla Procura di Modena cercheranno di capire quale sia la dinamica che ha portato alla morte di questa operaia. 

Una donna di origine marocchina, ma che vive in Italia da molto tempo e che è morta in seguito alle ferite e lesioni dovute dal macchinario con il quale lavorava e nel quale è rimasta incastrata. Non appena è accaduto l’incidente, i suoi colleghi sono immediatamente arrivati per porle i primi soccorsi, ma purtroppo la situazione era di per sé già critica e non hanno potuto fare nulla. 

In questo momento, le indagini si stanno concentrando sulle normative di sicurezza all’interno dello stabilimento, ma anche sul macchinario che usava la donna. In base alle prime indicazioni, sembra che la macchina si potesse azionare solo manualmente, quindi da Laila stessa, in questo caso, e, quindi, non in modo automatico. Gli ispettori affermano che “l’operazione non era sicura e ha cagionato la morte per schiacciamento”  di Laila. 

Una ennesima tragedia per cui scoppiano le polemiche dal momento che le morti sul lavoro continuano ad accadere, nonostante i vari appelli al riguardo. Nel primo trimestre dell’anno in corso, le morti bianche sono aumentate e bisogna “rafforzare la formazione e la cultura della sicurezza, ma anche l’azione di controllo e vigilanza”

Manuela Gozzi, segretaria della Cgil di Modena, afferma che il tempo delle parole è finito, bisogna passare ai fatti con azioni concrete che tutelino la sicurezza nei luoghi di lavoro.

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Sono concorde con la segretaria Cgil di Modena. Il tempo dei bei discorsi e delle belle parole che si è soliti dire al riguardo non bastano più. I fatti, le azioni concrete sono importanti e fondamentali. Bisogna tutelare le persone che lavorano, garantire luoghi sicuri e ambienti degni affinché le persone non muoiano più in queste aree. Basta! Stanno aumentando sempre di più. Maggiori controlli aiutano a salvaguardare il benessere evitando di pensare solo ai profitti.

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