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Modena, detenuti in rivolta: sei morti e quattro feriti gravi

I fatti gravi accaduti nelle carceri di Modena hanno portato la Procura ad aprire un'inchiesta. Sei morti, quattro feriti gravi e diciotto intossicati. Gravi danni alla struttura. Ferite anche tre guardie.

Cronaca
Pubblicato il 9 marzo 2020, alle ore 17:04

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Modena, detenuti in rivolta: sei morti e quattro feriti gravi

Sei detenuti del carcere di Modena sono deceduti ieri pomeriggio, 8 marzo 2020, durante la rivolta dei carcerati: la drammatica situazione è stata resa nota da fonti della questura modenese e confermate dal sindacato della polizia penitenziaria.

In diverse carceri italiane, e non solo a Modena, ieri i detenuti hanno protestato contro le modifiche adottate dal governo italiano per arginare l’infezione da coronavirus, soluzioni che andrebbero a toccare le modalità di colloquio tra detenuti e familiari nelle carceri.

Le cause dei sei decessi, tre nel carcere di Modena e tre in carceri diverse dove erano stati trasferiti – Parma, Alessandria e Verona – non sono ancora chiare in tutti i particolari. Pare che i due detenuti morti negli istituti di Verona e Alessandria siano morti per overdose da psicofarmaci. Durante la rivolta a Modena, i detenuti avevano assaltato l’infermeria prelevando diversi farmaci.

I danni provocati nel carcere di Modena sono piuttosto ingenti: per bonificare i locali sarà necessario un po’ di tempo e, per questo, molti detenuti sono stati trasferiti in altre strutture. “La procura di Modena ha aperto un’inchiesta: resistenza a pubblico ufficiale e violenza privata sono i reati ipotizzati“, scrive La Repubblica online.

Oltre ai sei decessi, quattro detenuti si trovano all’ospedale in gravi condizioni: la loro prognosi è riservata. Altri 18 pazienti, quasi tutti con intossicazione, sono trattati nei Pma. Tre guardie sono state medicate al pronto soccorso dell’ospedale civile di Baggiovara, mentre altri sette sanitari, di cui uno lievemente intossicato, sono stati visitati per le ferite, giudicate lievi.

Francesco Campobasso, il segretario nazionale del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) ha parlato di una situazione indescrivibile per la struttura, mai vista in 25 anni: “Si va verso la chiusura“. Peggio che un uragano, è tempo di riflettere ha commentato Campobasso: “Da anni il sistema carcere adotta politiche fallimentari come la vigilanza dinamica“. Intanto questa mattina c’è stata una prima riunione organizzata dalla prefettura di Modena.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che di fronte all'impossibilità di comunicare direttamente con le persone care si possa determinare uno stato d'ansia. Ma questa situazione è così per molti in questo tempo. Anche chi non è in carcere è come se lo fosse in alcune regioni e città, all’insegna di un sacrificio chiesto a tutti per il bene di tutti.

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