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Modena, 47enne si lancia dal decimo piano con il nipote. Si tratterebbe di omicidio-suicidio

Ha preso tra le braccia il nipote di 5 anni e si è lanciata dal decimo piano della palazzina in cui viveva. Sembrerebbe confermata l'ipotesi di omicidio-suicidio.

Cronaca
Pubblicato il 18 marzo 2019, alle ore 09:33

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Modena, 47enne si lancia dal decimo piano con il nipote. Si tratterebbe di omicidio-suicidio

Una notizia che ha sconvolto l’intera città di Modena ed in particolare Largo Monteccasino dov’è avvenuta la tragedia nella prima serata della giornata di ieri, domenica 17 marzo. Presso una palazzina di 44 appartamenti, una 47enne ha preso tra le braccia il nipotino di soli 5 anni e si è così lanciata dal decimo piano della sua abitazione. Sono entrambi morti sul corpo.

Mentre nella giornata di ieri non era ancora chiaro se si fosse trattato di un incidente, sembrerebbe ormai confermato che si tratti di omicidio-suicidio. A convincere definitivamente le forze dell’ordine su questa strada è stata la porta della camera da letto, la stanza che affaccia al balcone incriminato. Da quanto è stato reso noto, infatti, la serratura era stata chiusa dall’interno, a testimoniare che il gesto della zia di 47 anni era stato voluto. Non risultano esserci biglietti lasciati dalla donna per giustificare il folle gesto.

Le indagini

Ci sono ancora molte domande senza risposta legate al caso. Inizialmente si vagliava l’ipotesi che il bambino potesse essersi aggrappato al balcone e che siano entrambi caduti dopo il disperato gesto della 47enne di salvare il piccolo, ma fin da subito la situazione sembrava inverosimile.

A trovare i corpi delle due vittime è stato un residente che stava passeggiando con il cane nella zona. Nessuno infatti, neanche coloro che si trovavano al momento della tragedia all’interno degli appartamenti, si sono accorti della caduta. Così come hanno affermato le forze dell’ordine e i familiari del bambino, la speranza è che anche il piccolo Giacomo non si sia reso conto della sua sorte.

Silvia Pellacani, questo il nome della 47enne, era un ingegnere informatico che apparentemente non sembrava avere alcun disturbo psicologico ma, nell’ultimo periodo, si era molto isolata e sembrava soffrire di depressione. Ora si indaga sul perchè il piccolo si trovasse con la zia; secondo alcune indiscrezioni, infatti, il bambino sarebbe dovuto essere con la nonna paterna. All’arrivo della madre di Giacomo sul luogo della tragedia, tra le urla disperate, ha affermato: “lo sapevo che sarebbe andata a finire così“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Una tragedia impossibile da commentare. Qualsiasi sia stato il motivo che non giustificherebbe mai un gesto del genere, la vita di un bambino è stata comunque distrutta, e con essa anche quella dei suoi genitori. Alla famiglia va il nostro abbraccio più caloroso e sincero, e delle condoglianze profonde. Possa Giacomo riposare in pace, e i suoi genitori trovare la forza di rialzarsi.

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