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Mitragliate al barcone degli scafisti. La Marina ammette di aver sparato

Inchiesta sul comportamento della Marina Militare nei confronti di un barcone di immigrati. Due video mostrerebbero mitragliate immotivate contro il barcone. Si indaga sull'accaduto.

Cronaca
Pubblicato il 25 marzo 2014, alle ore 15:40

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Mitragliate al barcone degli scafisti. La Marina ammette di aver sparato

Il traffico di esseri umani è un problema dilagante e molto serio di questi ultimi decenni e di cui si occupa la Marina Militare Italiana. Sono tantissimi i barconi pieni di immigrati che ogni anno affollano le coste italiane con tutte le tragedie che spesso ne conseguono.

Verranno proiettate in queste ore in una conferenza stampa convocata a Montecitorio per chiedere indagini ulteriori sui fatti ripresi, due video girati tramite un cellulare durante un’operazione Mare Nostrum, che mostrano un comportamento irregolare da parte di una nave della Marina Militare nei confronti di un barcone di immigrati che stava approdando sulle coste siciliane.

Il primo video porta la data del 9 novembre 2013 e mostra un’imbarcazione della Marina Militare, la Aliseo, che si avvicina ad un barcone pieno di immigrati condotto con tutta probabilità da alcuni trafficanti di uomini. Il barcone, avvicinato dalle autorità, non dà segno di volersi arrendere ed a questo punto, dalla mitragliatrice della nave della Marina partono dei colpi a raffica che finiscono dapprima in mare, per poi rimbalzare sul bordo dell’imbarcazione nonostante questa cercasse di allontanarsi e di cambiare rotta per sottrarsi ai colpi.

Il secondo filmato, invece, porta la data del 10 novembre e mostra un barcone, presumibilmente quello protagonista del primo video, mentre viene trainato dalla nave della Marina. L’imbarcazione, però, inizia ad affondare. Nessuno interviene e presto l’imbarcazione, che dalle immagini sembra non avere a bordo nessuno, viene sommersa dalle acque.

I video verranno vagliati per individuare eventuali ipotesi di reato di “violata consegna” o di “inosservanza delle disposizione” ed, inoltre, per capire qual è il reale atteggiamento dei militari della Marina e soprattutto le regole che vigono in casi del genere.

Infatti,  è vero che i 16 egiziani a bordo arrestati e rinviati a giudizio sono “trafficanti di esseri umani facenti parte di un’organizzazione criminale conosciuta, che avevano appena abbandonato a largo una chiatta con 176 siriani sopra”, ma è altrettanto vero che gli uomini erano disarmati dal momento che non sono state rinvenute armi a bordo del barcone. Nulla quindi, fa pensare che si sia innescato un conflitto a fuoco prima degli spari dell’Aliseo.

In più, il comunicato diffuso dalla Marina non esaurisce tutti i dubbi sulla vicenda “La nave madre che tentava la fuga con pericolose manovre evasive – si legge nel comunicato – rifiutava di farsi ispezionare nonostante ripetute ingiunzioni via radio, anche in lingua araba”.

Non resta, quindi, che attendere le prossime ore per ulteriori sviluppi sulla vicenda e per individuare eventuali responsabilità in merito.

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