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Mirandola: negozio chiede 10 euro solo per far provare le scarpe

A Mirandola ad una signora è stato chiesto di pagare 10 euro per aver provato le scarpe senza averle comprate. Non è l'unico caso segnalato secondo Federconsumatori

Cronaca
Pubblicato il 9 settembre 2019, alle ore 09:29

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Mirandola: negozio chiede 10 euro solo per far provare le scarpe

Se siete delle persone indecise che amano provare scarpe e vestiti più volte prima di comprarli, probabilmente d’ora in avanti dovrete stare molto attenti quando entrate in un negozio. Potrebbe infatti succedervi di dover pagare il solo fatto di aver provato i capi, che in fondo è un servizio che vi è stato offerto. 

E’ quanto è successo ad una signora di Mirandola. La donna è entrata in un negozio di scarpe, ne ha provato un paio e ha deciso di non comprarle. Mentre stava uscendo è stata bloccata dal negoziante che le ha chiesto il pagamento di 10 euro per aver usufruito del servizio di prova. Il proprietario Paolo Luppi ha spiegato alla malcapitata che si tratta di una misura per disincentivare gli abusi di chi prova le scarpe in negozio e le compra online scontate. Lei ha protestato che nel negozio non c’erano avvisi , solo in seguito è stato messo un cartello. Luppi invece sostiene che è da un anno e mezzo che esiste questa regola di cui, secondo lui, nessuno si è mai lamentato.

La nuova regola

Federconsumatori ha dichiarato di aver ricevuto diverse segnalazioni relative al negozio di Mirandola. Ma non si tratta del primo caso, altri negozi hanno adottato questa regola in diverse città della Toscana e a Trento. A quanto pare è un fenomeno in diffusione. Gli esercenti sono stanchi della concorrenza degli e-commerce e del fatto che i clienti entrino nel negozio solo per toccare con mano il prodotto prima di ordinarlo altrove.

La cliente in questione non ha pagato, si è rifiutata e a ragione. L’associazione dei consumatori infatti precisa che “è necessario che una regola così discutibile, sia indicata con grande evidenza all’ingresso del locale commerciale, e non al proprio interno. Questo per consentire al cliente di scegliere se entrare o meno.” Luppi, il commerciante si difende dicendo che le 10 euro vengono poi convertite in un buono sconto su un successivo acquisto. Il cliente se non vuole perdere i soldi primo a o poi deve acquistare.

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Cosa ne pensa l’autore
Monica Pozzoli

Monica Pozzoli - Da una parte capisco le esigenze dei commercianti che perdono tempo con clienti che non hanno nessuna intenzione di acquistare e usurano anche i prodotti.Non trovo giusto mettere il cartello di avviso all'interno del negozio e non fuori in vetrina. Inoltre può capitare di non acquistare nulla dopo aver provato qualcosa anche solo perché non si trova nulla che ci stia bene addosso. Non sempre i clienti vogliono fare i furbi a volte sono solo esigenti o indecisi.

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