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Milano

Milano, si lancia dal balcone per sfuggire al fidanzato aguzzino

Dopo aver già seviziato 4 donne ed essere stato dichiarato incapace di intendere e volere, il quarantenne milanese ha segregato in casa la nuova fidanzata ventiseienne.

Cronaca
Pubblicato il 6 giugno 2019, alle ore 19:01

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Milano, si lancia dal balcone per sfuggire al fidanzato aguzzino

Un profilo decisamente particolare quello di questo quarant’enne milanese appassionato di spade, che creava allucinogeni con la polvere di corallo, infliggendo alle sue vittime le più assurde torture.

Questa volta, la nuova fidanzata ventiseienne dell’uomo si è buttata, martedì sera, dalla finestra del secondo piano dell’abitazione nel quartiere Barona di Milano, dove era segregata da ben quattro giorni. La vicina, che per puro caso era in cortile per gettare la spazzatura, ha portato la ragazza in un esercizio commerciale vicino, dove l’hanno aiutata chiamando prontamente i soccorsi, e ha raccontato di una ragazza nuda, sporca di sangue, con ferite un po’ ovunque che, però, non erano dovute alla caduta, ma alle botte del fidanzato con cui la storia durava da quattro anni.

Nel 2012 era già stato arrestato a Bologna per lo stesso genere di reati, ma ne era uscito perché dichiarato incapace di intendere e di volere in quanto affetto da bipolarismo, ed era poi stata disposta, nei provvedimenti successivi, la libertà vigilata per un anno a partire dal gennaio 2018, con l’obbligo di seguire una terapia. Pare però che una delle prime vittime abbia fatto ricorso contro la sentenza, perché quell’uomo era assolutamente lucido e nel pieno delle sue facoltà mentali.

La nuova fidanzata, verso cui pare le violenze fossero iniziate da poco fino a questo epilogo esageratamente vessatorio, era profondamente scossa forse anche perché resasi conto che avrebbe dovuto denunciare le violenze di cui era stata vittima nei mesi scorsi, ma che non aveva denunciato per paura di aggravare la posizione legale del suo fidanzato rispetto a quanto avvenuto negli anni precedenti.

Le precedenti vittime hanno raccontato di una persona che si sentiva onnipotente, che la sua passione per l’Oriente e le arti marziali trasformava in espressioni violente, che era un visionario. È stato, finalmente, arrestato con l’accusa di sequestro di persona e lesioni aggravate

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Cosa ne pensa l’autore
Maria Guerricchio

Maria Guerricchio - Le ferite sul corpo, giudicate guaribili in quaranta giorni, non sono di sicuro quelle che fanno più male. Sono certa che per questa ragazza le ferite più profonde siano quelle invisibili. Dopo quattro anni, rendersi conto che il proprio fidanzato è un violento, e che aveva ragione la propria famiglia a volerla mettere in guardia, è pesante.

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