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Milano, ruba due milioni in gioielli perché escluso dall’eredità

Escluso dall'eredità a cui pensava di aver diritto, un giovane di 36 anni, amico di una coppia di anziani, li deruba dopo aver appreso che la casa era stata assegnata al nipote. Il giovane è stato tratto in arresto per furto aggravato

Cronaca
Pubblicato il 15 aprile 2014, alle ore 18:33

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Milano, ruba due milioni in gioielli perché escluso dall’eredità

Convinto di aver diritto all’eredità di una coppia di anziani amici di famiglia, un ragazzo di 36 anni decide invece di fargliela pagare dopo aver scoperto che l’appartamento era destinato a un nipote. La vicenda accade a Milano ed ha inizio l’8 marzo, quando l’anziana signora, P.N., rientrata in casa dopo aver eseguito delle visite in ospedale riguardanti il marito, ha avuto l’amara sorpresa di trovare l’appartamento sottosopra. I ladri erano entrati nella casa dopo aver forzato una delle due porte blindate ma, cosa più importante, erano spariti i preziosi gioielli che la coppia teneva nascosti nel caveau.

E’ opportuno chiarire che il marito della signora era stato un eccellente orafo e conservava gioielli di gran valore che erano stati fatti con le sue mani, molti di essi erano corredati di pietre preziose come corallo, perle, brillanti, per cui il bottino caduto in mano ai ladri era di enorme valore: infatti era composto di circa 1580 gioielli, tra cui collane, bracciali, spille, ciondoli, per un valore che si aggira attorno ai due milioni di euro. Ma non finisce qui: da un controllo degli agenti della polizia che sono accorsi subito dopo il furto sono state rilevate delle anomalie che non avevano convinto gli inquirenti, da subito i sospetti che si erano rivolti su un giovane di 36 anni, A.R., amico della coppia, spesso si prestava ad accompagnare i due anziani per le visite o per altre commissioni. Inoltre, il fatto che l’uomo possedesse un duplicato delle chiavi dell’appartamento faceva sorgere forti dubbi sulla sua estraneità alla vicenda.

Le indagini condotte dalla polizia hanno permesso di ricostruire i movimenti effettuati dal giovane durante il furto, grazie soprattutto ai passaggi della sua auto in Ztl e nell’area C. I carabinieri si erano anche insospettiti al fatto che il giovane si era coperto il volto con un cartone, trovato poi nella sua auto, che aveva utilizzato nel tentativo di non farsi riconoscere: il giovane era stato ripreso dalle telecamere e non aveva potuto negare l’evidenza. Una perquisizione nella sua casa vicino Abbiategrasso ha portato alla luce la refurtiva, che il giovane aveva depositato in una legnaia vicino all’abitazione. Una vendetta mal riuscita, ma che non aveva neanche motivo di essere compiuta, visto che A.R. non ha nessun legame di parentela con la coppia. Oltretutto, se avesse chiesto qualcosa sicuramente i due anziani avrebbero potuto ricompensarlo per la sua gentilezza e fiducia, invece di essere traditi dalla stessa persona che li frequentava. 

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