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Milano, manifesto omofobo in una scuola: "I gay portano le malattie"

Un manifesto shock, quello affisso in una scuola di Milano, precisamente al liceo Leonardo da Vinci. Ecco le motivazioni che hanno spinto l'autore a compiere un gesto simile.

Cronaca
Pubblicato il 7 febbraio 2018, alle ore 10:37

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Milano, manifesto omofobo in una scuola: "I gay portano le malattie"

Gay: c’è poco da essere pride“: queste parole di un manifesto affisso sul muro in un liceo di Milano, Leonardo Da Vinci. Un manifesto duro e imbevuto di tutta quella intolleranza che può scaturire solo dall’omofobia. Quello che si sono trovati davanti gli studenti e il personale della scuola, leggendo le parole stampate sul quel foglio attaccato al muro, hanno provocato tanto stupore e indignazione.

L’autore di questo gesto è un uomo sulla cinquantina, che ha pensato di esternare il suo pensiero: “Come infettare il mondo con un mare di malattie legate ai comportamenti omosessuali”, si legge sul manifesto. Continua la sua teoria omofoba riportando dati e numeri: secondo il sopracitato autore del gesto, a causa dell’omosessualità i casi di epatite si sarebbero quintuplicati, i parassiti sarebbero aumentai, così come le verruche e batteri. Anche i casi di suicidi sarebbero molto più alti rispetto al mondo etero, addirittura superiori di 40 volte.

Questo è quello che hanno letto ieri mattina, 6 Febbraio, arrivando come sempre a scuola, i frequentatori abituali del liceo. Il vicepreside Guglielmo Pagani, ha preso le distanze da questo gesto.

Le dichiarazioni della scuola sull’accaduto

Le sue dichiarazioni hanne precisato alcuni punti della vicenda:  “Questo signore ha cercato di appoggiare il suo cartellone sulla parete del liceo ma un nostro professore l’ha fatto spostare, così lo ha appoggiato su un palo. Non era affisso sulla scuola e con la scuola non c’entra. Nessuna condivisione per idee retrograde, ma questo fatto non implica alcuna connessione con la nostra realtà, aperta e rispettosa dei diritti di tutti. Non ci sono mai stati episodi di intolleranza“. Una presa di posizione naturalmente necessaria, e arrivata immediatamente.

Ricordiamo anche che, pochi giorni prima di questo fatto, proprio in quella scuola si era tenuta una assemblea sui diritti Lgbt (è una sigla utilizzata come termine collettivo per riferirsi a persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender). Questa assemblea era stata seguita da una lettera di protesta da parte di ben undici professori.

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Cosa ne pensa l’autore
Cristina Giuli

Cristina Giuli - Un gesto che ha dell'incredibile. Non si riesce ancora ad accettare chi non la pensa come noi, in tutti gli ambiti. Ma nella sfera sessuale queste differenze vengono viste come qualcosa di peccaminoso e di pericoloso. Speriamo che, con il passare del tempo, non ci sia più bisogno di spendere parole a riguardo.

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