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Milano

Milano, ipovedente molesta ragazzine in bus. Assurda la giustificazione ufficiale

Con la scusa di essere ipovedente, chiedeva aiuto alle ragazzine per salire in bus e poi le molestava. Arrestato qualche giorno fa, si è difeso così: "l'ho fatto in buona fede".

Cronaca
Pubblicato il 21 gennaio 2020, alle ore 09:54

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Milano, ipovedente molesta ragazzine in bus. Assurda la giustificazione ufficiale

Sono passati solo cinque giorni dall’arresto di un 40enne italiano accusato di violenza sessuale per aver molestato alcune studentesse su un bus della linea 94 di Milano, non lontano dal liceo Parini di via Goito. Una storia che sta ancora facendo molto discutere, in particolare oggi che sono state rese pubbliche le prime parole dell’uomo pronunciate di fronte al gip. Delle scuse che hanno fatto rimanere a bocca aperta i molti presenti e che non hanno convinto il giudice che ha così convalidato l’arresto del 40enne, ora ai domiciliari.

Era giovedì 16 gennaio quando tre studentesse hanno sporto denuncia contro un uomo di 40 anni, italiano, per essere state molestate nel bus della linea 94 che erano solite prendere. Con la scusa di essere un ipovedente, ovvero con una capacità visiva molto ridotta rispetto al normale, l’uomo avrebbe chiesto aiuto alle giovani ragazze, per poi approfittarsi della situazione e molestarle sessualmente. 

All’interno del bus, in quell’occasione, era presente anche una professoressa delle tre alunne che, allertata dalle giovani vittime, avrebbe chiesto all’uomo di fermarsi ma, nonostante questo, il 40enne “non ha desistito dal proprio intento“, così com’è stato spiegato dai magistrati.

Davanti al giudice, l’uomo si sarebbe giustificato affermando di essere un non vedente, e di aver toccato le ragazzine nelle parti intime in modo involontario, in buona fede. La spiegazione non ha convinto nessuno e, per questo, l’arresto è stato convalidato ed ora il 40enne si trova ai domiciliari. La paura dei magistrati, però, è che l’uomo sia in realtà un seriale e che quanto accaduto nei giorni scorsi non sia stato solo un caso. Sembrerebbe, infatti, che già altre giovani ragazze si siano fatte avanti per raccontare la loro terribile esperienza, e denunciare così il molestatore seriale.

Associazione “NextStopMi”

Nasce a Milano l’associazione “NextStopMi“, creata proprio per mettere in luce tutte quelle molestie che avvengono all’interno mezzi di trasporto pubblici, e non solo, nella città di Milano. 

Così come si può leggere all’interno del sito, nel periodo compreso tra il 2015 ed il 2016, un‘indagine dell’ISTAT ha stabilito che almeno il 15,9% delle donne abbia subito delle molestie sessuali durante tutto l’arco della vita, e che almeno il 60% di queste siano state compiute da un estraneo e che, per il 27,9% dei casi, siano avvenute sui mezzi di trasporto pubblico. Dei numeri che dovrebbero farci riflettere.

NextStopMi” nasce per parlare di queste molestie che in molti credono scomparse o, peggio ancora, considerate di poco conto. L’associazione vuole anche aiutare tutte le donne vittime di molestia sessuale, offrendo aiuto psicologico o anche semplice ascolto, con la speranza di poter diventare un punto di partenza per non chiudere più gli occhi di fronte a quanto accade all’interno dei mezzi di trasporto pubblico.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Fischi quando cammini per strada, clacson suonati alle tue spalle, una mano che si appoggia "involontariamente" sul tuo sedere mentre sei in piedi all'interno dell'autobus. Le molestie avvengono ogni giorno, e la percentuale di donne che ha dovuto subire questi atteggiamenti mostruosi nel corso della sua vita è davvero alta e preoccupante. Siamo nel 2020, e questa percentuale continua a salire.

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