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Milano

Milano, gita scolastica il 4 marzo. Gli studenti: "Rinunciamo a partire per votare"

Gli studenti dell'ultimo anno di un liceo milanese si trovano davanti ad una scelta molto difficile: andare all'estero per l'ultima gita o restare in Italia per il primo voto.

Cronaca
Pubblicato il 6 febbraio 2018, alle ore 11:32

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Milano, gita scolastica il 4 marzo. Gli studenti: "Rinunciamo a partire per votare"

Forse sono proprio loro gli studenti che devono compiere la scelta più ardua: i maturandi del liceo Tenca di Milano. A loro è successo qualcosa di singolare: avere una gita scolastica programmata in Spagna dal 3 al 7 marzo, proprio nei giorni in cui, qui in Italia, si va alle urne.

Per dei neodiciottenni come loro, l’andare a votare è un passo importante che sancisce l’adempimento di un loro diritto e, allo stesso tempo, un loro dovere verso il Paese. Per degli studenti come loro, che tra qualche mese saranno diplomati, partecipare all’ultima gita scolastica della loro vita è qualcosa che non gli capiterà più ed un modo per concludere insieme un percorso che li ha inevitabilmente legati per cinque anni.

Ovviamente la prima richiesta è stata quella di spostare il viaggio di istruzione, ma sarà molto improbabile che accada poichè tutto era già stato organizzato da tempo, prima che venisse comunicata la data delle elezioni. Senza dimenticare che in questa situazione sono coinvolti anche i professori accompagnatori, combattuti tra l’esprimere il proprio voto il 4 marzo e accontentare i ragazzi che ci tengono a partire. Tuttavia, alcuni alunni hanno deciso di restare per adempiere al loro dovere di cittadino e poter sfruttare un loro diritto.

Non sono mancate le perplessità dei genitori, i quali non sanno come reagire: comprendendo, in generale, l’impossibilità della scuola di cambiare tutti i programmi fissati da tempo, non capiscono come aiutare i loro ragazzi. Magari da tempo si parla in casa dell’importanza delle elezioni ma nello stesso momento imporre ai propri figli di rinunciare alla gita non è facile e forse neanche così giusto.

Insomma, tra scuola, politica e famiglia alla fine sono i ragazzi gli unici a poter “risolvere”, in un modo o nell’altro, la situazione, tenendo presente che ciò che stanno passando non permetterà a nessuno di giudicare la loro scelta giusta o sbagliata.

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Cosa ne pensa l’autore
Sabina Comba

Sabina Comba - Il caso di questi studenti è davvero singolare e nessuno vorrebbe trovarsi al loro posto. Probabilmente solo quello che suggerirà loro la ragione potrà essere considerato giusto, rispettando però la scelta di chi la pensasse diversamente. Sembra quasi una prova generale prima della maturità, prima di uscire da una fase importantissima ed entrare nel mondo degli adulti, costituito costantemente da scelte importanti.

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