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Milano, controllore del treno ha mentito sulla sua aggressione

Il capotreno ha mentito sull'aggressione che ha subito da parte di un cittadino straniero, giorni fa. Adesso è accusato di calunnia, simulazione di reato, e interruzione di pubblico servizio.

Cronaca
Pubblicato il 27 luglio 2017, alle ore 15:18

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Milano, controllore del treno ha mentito sulla sua aggressione

Mercoledì 19 luglio, un capotreno era stato accoltellato da un cittadino straniero sul Regionale Trenord delle 7 da Piacenza a Milano e, quindi, aveva sporto denuncia contro quest’uomo.

Sull’accaduto ha indagato il procuratore della Repubblica di Lodi, Domenico Chiaro, che con l’aiuto della Scientifica ha analizzato tutti i filmati delle telecamere delle ferrovie, arrivando alla conclusione che il capotreno, Davide Feltri di 45 anni, ha simulato l’aggressione: infatti, dai filmati si può notare come l’uomo si sia ferito da solo con un coltello portato da casa. Adesso, il capotreno deve rispondere alle accuse di calunnia e simulazione di reato. Il procuratore ha commentato la vicenda come un chiaro esempio di esasperazione per la situazione che si sta vivendo in questo periodo in tutt’Italia.

Una volta condotto in Commissariato, l’uomo ha spiegato la situazione dicendo di aver indicato un ghanese di 25 anni come suo aggressore perché il giorno prima c’erano state delle divergenze tra di loro, e aveva paura di incontrarlo di nuovo sul treno: per questo motivo ha simulato l’aggressione dando la colpa al giovane, ma la procura che sta indagando, guardando i filmati, crede che nemmeno la discussione tra i due ci sia mai stata. Dalle telecamere si è notato anche che al momento dell’aggressione non c’era nessuno, quindi c’è stata anche un’interruzione del servizio pubblico, oltre alla simulazione di reato e la calunnia.

Dopo l’aggressione, si è creato un forte allarme per la sicurezza di coloro che lavorano sui treni: visto che un altro controllore – sempre sullo stesso treno – era stato aggredito con una machete da una banda di latinos, tutti i dipendenti di Trenord avevano deciso di scioperare per chiedere maggiore protezione per chi lavora sui treni. Infatti, il 24 luglio, tutti i treni della Lombardia si erano fermati per quattro ore, oltre alla convocazione di una riunione per discutere sulle nuove misure di sicurezza da adottare nelle stazioni e sui treni.

Il capotreno, subito soccorso dai poliziotti, aveva il coltello conficcato nella mano che aveva trapassato il palmo da parte a parte, e aveva raccontato che l’aggressione era avvenuta mentre chiedeva i biglietti: a colpirlo era stato un ragazzo di colore, alto, con le treccine, i jeans, e una maglietta rossa che, dopo averlo colpito, era scappato, forzando le porte del treno. La polizia era riuscita a trovare questo ragazzo che corrispondeva all’identikit del capotreno ma, poco dopo, è stato rilasciato perché non colpevole del reato e, al momento, il procuratore aveva detto che l’aggressore era ancora libero e che poteva colpire ancora.

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Cosa ne pensa l’autore
Thaira Momesso

Thaira Momesso - Penso che inventarsi una storia del genere sia proprio assurdo: capisco che la situazione non sia delle migliori, ma reagire così è del tutto sbagliato, visto che si rischia solo di fare un danno a se stessi, come è successo a questo controllore. La paura è tanta, ma non bisogna reagire così.

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