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Milano

Milano, concorsi truccati all’università: indagato anche il professore Massimo Galli

In queste ore i carabinieri del nucleo Nas hanno eseguito un decreto di perquisizione e sequestro a carico di 33 persone, tra professori universitari, dirigenti pubblici e ricercatori di varie università italiane, inclusa la Statale di Milano. Accuse pesanti.

Cronaca
Pubblicato il 5 ottobre 2021, alle ore 19:09

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Milano, concorsi truccati all’università: indagato anche il professore Massimo Galli

Trentatre persone tra professori universitari, dirigenti pubblici e ricercatori di svariate università italiane sono indagati per associazione a delinquere, turbativa d’asta e falso in atto pubblico. Nei guai sono finiti docenti appartenenti a varie università italiane, in particolare della Statale di Milano, della Cattolica del Sacro Cuore, della Sapienza di Roma e di Tor Vergata. Tra i volti più noti figura quello del professor Massimo Galli (oggi in pensione), già infettivologo all’ospedale Sacco di Milano e professore ordinario presso il dipartimento di Scienze biomediche dell’università Statale di Milano. In queste ore i carabinieri del nucleo Nas hanno eseguito un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti degli indagati.

Tra gli indagati ci sarebbero anche importanti cariche direttive della Società italiana per le malattie infettive e tropicali, la Simit. Secondo gli inquirenti la situazione che emerge dai documenti in possesso della Procura di Milano è abbastanza “sconcertante”. “Gran parte dei concorsi banditi sono stati oggetto di condotte di addomesticamento. Trattasi di collusioni e altri metodi di turbativa che hanno inquinato sistematicamente la regolarità delle procedure di selezione in esame, sostituendo logiche clientelari al metodo meritocratico e al principio di imparzialità, che dovrebbero orientare le scelte dell’amministrazione pubblica per espresso dettato costituzionale” – così scrive la Procura nel decreto firmato nelle scorse ore.

Episodi di corruzione

L’indagine è stata condotta dai pm Carlo Scalas e Luigi Furno. Nel corso dell’inchiesta sono emersi gravi episodi: alcune volte i candidati più meritevoli sarebbero stati minacciati “velatamente” e con “promesse di future utilità”. Per la Procura c’è un grave quadro indiziario nei confronti degli indagati.

Per giungere allo scopo queste persone indagate avrebbero composto la commissione giudicatrice in maniera etorodiretta, cucendo i criteri sul candidato che poi di fatto sarebbe stato favorito piuttosto ad un altro. L’inchiesta è natata dopo una denuncia-querela presentata il 26 aprile 2018 presso la Questura di Pavia. 

Per quanto riguarda le accuse nei confronti di Massimo Galli, su di lui pendono altri quattro capi di imputazione oltre all’associazione. Dovrà rispondere, infatti, tra gli altri capi d’accusa, di turbativa d’asta. Gravissimi gli episodi contestati al noto infettivologo: Galli, si legge nel decreto della Procura, avrebbe deciso anche la composizione della commissione giudicatrice “in modo da farvi entrare dei membri a lui favorevoli che avrebbero privilegiato le candidate da lui indicate”. Tutto ciò fu scoperto dalla professoressa Maria Rita Gismondo, titolare del laboratorio di microbiologia del Sacco, che minacciò di andare a denunciare tutto in Procura. La Gismondo, precisiamo, non è assolutamente indagata in questa vicenda. 

I reati contestati sarebbero maturati in pieno lockdown, nella primavera del 2020. Nelle prossime ore si potranno conoscere sicuramente ulteriori dettagli su questa vicenda. Un nuova concorsopoli, dunque, che avrà sicuramente un impatto importante sulle istituzioni e i professionisti che vi sono coinvolti.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Episodio davvero gravissimo quello avvenuto a Milano e in altre università italiane. Purtroppo non sono vicende nuove alla cronaca queste dei concorsi truccati all'interno delle università. Le forze dell'ordine contrastano ogni anno diversi peisodi del genere. Non appena si vede qualcosa che non va bisogna denunciare tutto alle autorità e non rimanere in silenzio.

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