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Milano: arrestata una famiglia di Palermo per rapine tra Milano e Torino

Arrestata un'intera famiglia che saliva appositamente da Palermo per effettuare rapine tra Milano e Torino. Nel clan padre, figlio, cognato, cugino e anche qualche amico, aiutati da altri familiari che abitavano nella zona

Cronaca
Pubblicato il 27 febbraio 2014, alle ore 19:29

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Milano: arrestata una famiglia di Palermo per rapine tra Milano e Torino

Questa mattina, a Milano, è stata arrestata una famiglia di Palermo (padre, figlio, cognato, cugino e un amico) con l’accusa di aver eseguito almeno quattro rapine in alcuni istituti di credito. Le rapine sono state commesse nella zona tra Milano e Torino da persone non camuffate, ma completamente a volto scoperto.

Attraverso le indagini, i carabinieri hanno identificato i colpevoli e scoperto che i rapinatori sono tutti imparentati fra di loro: uno è il padre, un altro è il figlio e fanno parte della banda anche un cognato e un cugino. Alla banda si è aggiunto anche un amico di famiglia che li aiutava sia nelle rapine sia nella ricerca degli alloggi. Le origini dei componenti della famiglia arrestata sono palermitane, ma si trasferivano periodicamente al nord per eseguire i loro colpi.

La strategia usata dai rapinatori era quella di farsi ospitare da amici e familiari e preparare il colpo, per poi tornarsene al paese come se nulla fosse successo. La vicenda è stata chiamata dalla polizia “Tutto in famiglia” e denota in maniera scherzosa la particolarità di questa storia, le cui indagini sono cominciate dopo la rapina del 23 agosto del 2013 ai danni della banca Unicredit di via Lucania a Milano. L’ingresso nelle banche dotate di “biodigit”, un particolare strumento che rileva l’impronta digitale, avveniva per mezzo dell’unico incensurato, il cognato, ragazzo di 24 anni.

I rapinatori, oltre ad agire a volto scoperto, erano armati di taglierini e coltelli, che utilizzavano per minacciare i banchieri e le persone che si trovavano all’interno. La scelta da parte dei banditi di servirsi di familiari e amici era dettata dalla necessità di tenere un fondo per le spese dei trasferimenti, che tenevano dunque da parte come riserva.

Le ricerche da parte delle forze dell’ordine non si sono fermate e le varie piste seguite dagli investigatori hanno finalmente portato alla luce i colpevoli. Una banda che si organizzava molto bene, con l’accordo di parenti e amici che mettevano a disposizione le loro abitazioni per riceverli, ma che naturalmente percepivano anche la loro parte.

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