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Messina: suora si reca in ospedale per dolori e scopre di essere incinta

In Sicilia, rispettivamente in provincia di Ragusa e Messina, due suore hanno scoperto di essere incinte. Gli ordini ecclesiali non hanno rilasciato dichiarazioni riguardanti l'accaduto.

Cronaca
Pubblicato il 4 novembre 2019, alle ore 09:43

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Messina: suora si reca in ospedale per dolori e scopre di essere incinta

Due suore in Sicilia si sono rese protagoniste di un episodio molto particolare. La prima notizia riguardante la gravidanza di una sorella arriva dal messinese, mentre un caso identico si è verificato sempre in Sicilia ma questa volta in provincia di Ragusa.

Le protagoniste sono due sorelle che hanno scoperto di essere incinte, destando molta sopresa nelle persone che frequentavano le parrocchie di appartenenza.

Nel primo caso a Sant’Agata di Militello, una suora di 34 anni era ospitata in un piccolo convento dei Nebrodi. La donna è stata trasportata in ospedale per un controllo dopo aver avvertito forti dolori all’addome e, in seguito ad un’ecografia, ha realizzato di essere incinta.

Gli ordini ecclesiali hanno confermato la notizia, aggiungendo che ora la religiosa potrà abbandonare i propri voti per dedicarsi a tempo pieno al lavoro di mamma. 

Nel ragusano invece è accaduto un episodio analogo. Una suora proveniente dal Madagascar, che gestiva un servizio di assistenza a persone anziane, ha scoperto di essere in dolce attesa. La notizia è di un mese fa, La giovane donna in gravidanza era anche madre superiora dell’istituto che la ospitava: se ne è andata facendo ritorno al suo paese di origine.

Non sono i primi casi avvenuti in Italia di suore rimaste incinte. Citiamo il caso risalente al 2014, dove, nella città di Rieti, la notizia di una sorella rimasta incinta aveva fatto molto parlare in città, creando un eco mediatico che aveva portato gli addetti dell’ospedale a prendere precauzioni per allontanare gli occhi indiscreti.

La donna originaria di El Salvador, una volta dato alla luce il proprio bambino, decise di abbandonare i voti religiosi per potersi impegnare con il suo piccolo. Mentre nell’anno seguente, nelle Marche, una suora novellina partorì un altro bambino.

Questo particolare caso ci ricordò di un altro caso avvenuto sempre nelle Marche, dove una suora di origini congolesi di 40 anni partorì nel 2011, dopo aver denunciato di essere stata violata da un sacerdote congolese. Fu costretta a lasciare inizialmente i voti e a non riconoscere il bambino. Per fortuna, successivamente cambiò idea in poco più di due mesi e iniziò una lunga battaglia legale, terminata con una sentenza della Cassazione che le riconobbe il ripensamento e dunque il proprio bambino.

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Cosa ne pensa l’autore
Giacomo Ligi

Giacomo Ligi - Notizie di questo genere non generano in me particolare stupore. Credo che il voto di castità a cui sono costretti i vari ordini religiosi si possa considerare una cosa contro natura: forse sarebbe ora di rivalutare questo obbligo. Così facendo potremmo evitare tanti casi terribili, come quelli che riempiono le pagine di cronaca.

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