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Messina, porto sicuro per i 182 migranti dell’Ocean Viking. Lo stabilisce il Viminale

Oggi il vertice a Malta dei ministri dell'Interno. L'Italia terrà una linea dura in quanto a immigrazione. Si spera che la Commissione europea ne consideri il carico e se ne assuma l'onere.

Cronaca
Pubblicato il 23 settembre 2019, alle ore 08:58

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Messina, porto sicuro per i 182 migranti dell’Ocean Viking. Lo stabilisce il Viminale

Le condizioni metereologiche piuttosto avverse, al largo di Linosa, per l’Ocean Viking non hanno l’ultima parola: la nave potrà raggiungere il porto sicuro di Messina dove i 182 migranti soccorsi davanti alla Libia in tre diversi momenti potranno sbarcare.

Questo è “quanto si apprende da fonti del Viminale, il ministero avrebbe assegnato alla nave di Sos Mediterranée e Medici senza frontiere un porto sicuro, quello di Messina” scrive repubblica.itL’Ocean Viking, nel suo viaggio soccorritore, ha raccolto 182 persone e, tra queste, 14 bambini, di cui una di appena 8 giorni. Quando più della metà della propria vita è stata vissuta all’interno di una nave di salvataggio e per molti con esperienze di detenzione e violenza, “ritardare il loro sbarco è disumano” avevano gridato i Medici senza frontiere.

Oggi il vertice sui migranti

Oggi a Malta ci sarà il vertice dei ministri degli Interni di Italia, Francia e Germania per parlare dei migranti. Da questo incontro ci si aspetta che ciascuno si renda disponibile a fare la propria parte nell’aiutare i migranti: tra gli obiettivi la rotazione dei porti in cui verranno sbarcati e la loro ridistribuzione. Francia e Germania si son già rese disponibili ad accogliere, ciascuna, il 25% percento delle persone che arrivano.

Secondo le fonti di governo, in questo incontro l’Italia terrà una linea dura sull’immigrazione. Resterà rigida in quanto a rimpatri e alle politiche di contenimento dei migranti, sino a non escludere la politica dei veti se non si arrivasse a un risultato che soddisfi Roma. Tra gli obbiettivi, per l’Italia, c’è anche quello di “convincere la Commissione europea l’impegno ad assumersi l’onere dei rimpatri“, si legge in repubblica.it. 

Una qualche preoccupazione c’è anche sul meccanismo con cui verranno redistribuiti i migranti. Può essere che qualche altro Paese si renda disponibile ad accogliere gli immigrati con il risultato di un minor carico per i Paesi già disponibili. Pare che la difficoltà maggiore sia rappresentata “dai migranti economici“, e che il ministro Luciana Lamorgese probabilmente solleciterà i partner perché anche questi vengano inclusi nel meccanismo di ridistribuzione. 

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Spero che nel meccanismo di ridistribuzione si possano tenere uniti gli affetti, le famiglie in particolare. Il primo strappo, quello della propria terra, obbligatorio per motivi che variano da territorio a territorio, da persona a persona, è già stato fatto e non credo che, per quanto si dica, emotivamente sia stato indifferente, un secondo strappo, quello degli affetti potrebbe far ancor più male e inacerbire le persone che in fin fine cercano solo una vita più dignitosa e sicura.

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