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Messico: genitori chiamano la figlia Facebook, interviene lo Stato

Una coppia messicana decide di chiamare la propria bimba con il nome del celebre social network, ma le autorità intervengono per impedirlo e stilano una lista di nomi vietati per legge

Cronaca
Pubblicato il 19 febbraio 2014, alle ore 10:00

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Messico: genitori chiamano la figlia Facebook, interviene lo Stato

La scelta del nome per il proprio bimbo è un momento importante del diventare genitori; un compito che richiede ponderazione, responsabilità e buonsenso, in quanto quello stesso nome identificherà individualmente il neonato all’interno della società fin dai suoi primi giorni e per tutto il resto della sua vita. Purtroppo, però, può capitare che a prendere il sopravvento sia il cattivo gusto, l’originalità o la fantasia delle neomamme e dei neopapà.

Come nel caso di una coppia dello Stato di Sonora, nel nord del Messico, che appassionata del social network creato da Mark Zuckerberg, ha avuto la malsana idea di chiamare la propria bambina nientemeno che Facebook! La peculiarità di una scelta così singolare ha fortunatamente spinto, però, le autorità messicane a intervenire con un veto. Dopo aver constatato la presenza di casi analoghi attraverso un controllo dei registri anagrafici, lo Stato ha stilato una “lista nera” di nomi vietati.

“L’obiettivo della legge è proteggere i bambini vietando nomi dispregiativi, che non hanno alcun significato o che possono portare al bullismo ha dichiarato Cristina Ramirez, direttrice del Registro Civile dello Stato di Sonora, all’Associated Press. L’elenco conta attualmente 61 nominativi e verrà aggiornato mensilmente. Tra i nomi più bizzarri è possibile trovare Rambo, Robocob, Terminator, James Bond, Yahoo, Rolling Stones, Batman, Harry Potter e perfino Hitler.

Una blacklist di questo genere esiste anche in Nuova Zelanda, mentre in Germania fu vietato a una coppia di chiamare il proprio figlio Osama Bin Laden. Nel 1993, in Giappone, fu invece impedito l’utilizzo del nome Akuma (diavolo). In Italia il Decreto del Presidente della Repubblica 396/2000 vieta esplicitamente di imporre “nomi ridicoli o vergognosi”. Celebre è stato il recente caso di una coppia che voleva chiamare il proprio figlio Venerdì; episodio che si è concluso con l’intervento della Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, che ha confermato la decisione del Tribunale e della Corte d’Appello di Genova di rettificare d’ufficio il nome del bambino registrandolo come Gregorio, Santo del giorno di nascita del piccolo.

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