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Bologna

Meccanico rapito e picchiato: arrestati tre romeni

Tre romeni, rispettivamente di 20, 28 e 36 anni, sono finiti nei guai per avere rapito e picchiato un meccanico a Calderara di Reno, in provincia di Bologna.

Cronaca
Pubblicato il 30 gennaio 2019, alle ore 09:27

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Meccanico rapito e picchiato: arrestati tre romeni

I fatti risalgono al 3 dicembre 2018, quando un tassista ha trovato sul ciglio della strada un uomo in stato confusionale e che riportava varie ferite. Si tratta di un meccanico di 56 anni di origine tunisina, residente nel comune di Bentivoglio, nella bassa pianura del capoluogo emiliano, che, stando a quanto emerso dalle indagini delle forze dell’ordine, è stato avvicinato da un’auto nella tarda serata (circa le 23) del 3 dicembre 2018 ed è stato fatto salire con la scusa di una richiesta di intervento da effettuare su di un altro veicolo.

A bordo dell’automobile in questione c’erano due romeni, rispettivamente di 20 e 28 anni, che, invece di accompagnare il meccanico sul luogo dove si trovava ipoteticamente l’auto da riparare, lo hanno portato in una zona appartata nella periferia tra le località di Lippo e di Calderara di Reno, sempre in provincia di Bologna, per poi picchiarlo e imbavagliarlo e, dopo essere stati messi in fuga da un automobile che li aveva abbagliati con i fari e spaventati, portargli anche via il portafogli con all’interno circa un centinaio di euro .

Il proseguimento delle indagini ha portato poi successivamente anche all’identificazione del mandante del rapimento: si tratta di un terzo romeno di 36 anni.

Dalle indagini delle forze dell’ordine è emerso che, durante in rapimento e il pestaggio che ha subito, al meccanico di origine tunisina è stata fatta espressamente richiesta di non chiedere al romeno di 36 anni il pagamento di 7.000 euro per dei lavori eseguiti sull’automobile di quest’ultimo da parte del meccanico.

Per i due esecutori materiali del rapimento sono scattati gli arresti domiciliari, mentre per il mandante, già con precedenti di vario tipo, sono arrivate le manette. Sia per il mandante che per i due esecutori del rapimento del meccanico di origine tunisina, le accuse sono quelle di sequestro di persona, lesioni personali, e rapina.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Betti

Federico Betti - Quanto accaduto al meccanico cinquantaseienne è davvero preoccupante. Indipendentemente dalla nazionalità degli esecutori e del mandante del rapimento, tutto è stato causato dalla "necessità" di non pagare per un lavoro eseguito secondo le regole. La speranza è che certi casi possano non ripetersi, per l'incolumità delle persone, considerando anche che chiunque esegua un lavoro, come può essere la riparazione di un'automobile, ha il diritto di essere pagato e non subire violenza alcuna.

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