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Milano

Maxi truffa a Milano: vendeva auto di lusso. Sparito con 1 milione di€

La passione per le supercar costa caro. In genere, quando è "onesta": figurarsi quando a coltivarla è un rivenditore truffaldino, scappato con le auto esibite e la cassa (1 milione di euro), proprio la settimana scorsa, a Milano, il giorno delle consegne.

Cronaca
Pubblicato il 31 luglio 2017, alle ore 12:24

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Maxi truffa a Milano: vendeva auto di lusso. Sparito con 1 milione di€

Quella delle supercar, o delle auto di lusso, si sà, è una passione che, come si suole dire, “costa caro” e, soprattutto, non è alla portata del consumatore medio. A volte però, l’espressione “costa caro” può essere più letterale di quanto non si pensi: ne sanno qualcosa i clienti dell’autosalone milanese “Auto Turco” che, dopo aver acquistato veicoli del calibro di Ferrari, Porsche, e Bugatti, si sono ritrovati col classico “palmo di naso“, visto che il rivenditore è scappato con auto e cassa (1 milione di euro) proprio il giorno delle consegne…

La notizia in questione, quasi da commedia all’italiana anni ’70, ha guadagnato la notorietà nazionale grazie ad un servizio di Andrea Galli, sul Corriere della Sera: il noto giornalista ha spiegato che, nella giornata di mercoledì 26 Luglio, almeno 15 persone si erano recate al lussuoso autosalone “Auto Turco” di via Butti, in quel di Milano, per ritirare la propria splendida supercar, pagata sull’unghia. 

Il problema è che le auto comprate (nella fattispecie, Ferrari. Bugatti, Land Rover, Porsche, BMW) non c’erano più, e l’autosalone (aperto appena a Maggio) in questione appariva chiuso, e vuoto, senza scrivanie, auto in esposizione, e senza – ovviamente – il titolare, il ventiseienne Giuseppe Salvatore Turco, sparito insieme alla cassa (1 milione di euro), ed al suo aiutante, un ragazzo di nome Davide. 

Ovviamente, le persone in questione, accortesi della truffa, si sono recate dai carabinieri e in centrale di polizia, per sporgere denuncia: le forze dell’ordine hanno così scoperto il modus operandi del truffatore che, a quanto pare, non avrebbe lasciato nulla al caso. Giuseppe Salvatore Turco era riuscito a guadagnarsi la fiducia dei suoi clienti con modi gentili, e vestendo bene: quando gli veniva chiesto, permetteva di fare un giro di prova sulle sue auto, sempre dotate di una documentazione ineccepibile (a testimonianza dei clienti, infatti, i veicoli – tutti scontatissimi – erano nuovi, con libretti immacolati, e solo pochi km sulle spalle, essendo tutti di importazione tedesca).

Molto furbo anche il modo in cui il “Turco” avrebbe ottenuto i pagamenti dai clienti prima che questi ultimi potessero insospettirsi: in questo caso il ragazzo avrebbe paventato la chiusura dell’autosalone per le ferie agostane, spiegando che questo avrebbe fatto sì che avrebbero avuto i loro bolidi solo alla riapertura, a Settembre: a meno che, certo, non avessero pagato subito

Detto fatto: le ignare vittime gli han versato, su conti correnti intestati all’uomo (come scoperto in seguito), quanto richiesto, apprestandosi a ritirare la propria auto la settimana scorsa, proprio nella giornata di mercoledì 26 Luglio. Quando, però, ad accoglierli, han trovato solo vetrine spoglie e locali vuoti. 

Le indagini delle forze dell’ordine sono partite, sia per scoprire ove si nasconda il truffatore, che per recuperare le auto sparite: queste ultime, forse prese in conto vendita in Germania, potrebbero esser tornate in quel Paese, o potrebbero essere state spostate altrove, per far ripartire la truffa che, infine, potrebbe concludersi con la vendita reale delle medesime, per massimizzare la resa truffaldina. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Quando ho letto questa notizia, avendone ricevuto un'anteprima su Facebook, ho pensato - onestamente - a una burla, una fake news postata tanto per fare qualche click. Poi, leggendo che la fonte originaria era il Corriere della Sera, e che ne parlavano diversi altri siti, ho visto che, dettaglio dopo dettaglio, la storia era più verosimile di quanto non si pensasse: il truffatore in questione, appena ventiseienne, è stato diabolicamente meticoloso nell'allestire la sua truffa. Chissà da quanto tempo doveva averci pensato, e con quale accuratezza doveva aver predisposto ogni step della medesima: un furto, il suo, degno d'un soggetto cinematografico. Roba d'altri tempi, accaduta però oggi, quando tutti pensiamo d'esser più svegli di quel che, magari, siamo...

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