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Matera: tragico epilogo per le ricerche del diciassettenne scomparso giovedì

Confessa l'amico: "Ad ucciderlo sono stato io". Un litigio per questioni di droga sarebbe all'origine della tragedia. Il reo confesso è, intanto, nel carcere minorile.

Cronaca
Pubblicato il 22 maggio 2017, alle ore 21:25

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Matera: tragico epilogo per le ricerche del diciassettenne scomparso giovedì

Un omicidio maturato in un contesto di degrado sociale ed economico. Questo lo scenario alle spalle di un ragazzo di soli diciassette anni ucciso da un coetaneo per pochi spiccioli. Una brutta storia di disagio e difficoltà.

L’allarme sulla scomparsa del ragazzo era stato dato dalla madre, preoccupata perché quella sera Matteo non era tornato a casa. Inizialmente non si era esclusa l’ipotesi di un allontanamento volontario, ma le ricerche sono proseguite incessanti fino alla scoperta del cadavere – domenica pomeriggio – in un cantiere, a poca distanza dalla sua abitazione.

Accusato dell’omicidio un amico del ragazzo che, nell’immediatezza della scomparsa, aveva confermato di essere stato con lui ma di averlo poi salutato in tarda serata.

Pressato dal pm, durante il lungo interrogatorio nella notte, l’omicida ha infine confessato ed ha consegnato il coltello usato. Il giovane ha ammesso di aver ucciso il suo amico Matteo e di aver inferto i due fendenti mortali alla gola, poi – in preda alla disperazione – ha inferto altri colpi all’addome e quindi ha ricoperto il corpo con un telo utilizzato in edilizia e trovato nel cantiere, per poi fuggire.

E’ accusato di omicidio volontario, occultamento di cadavere e porto abusivo di arma da taglio. Oltre al dolore, c’è tanta rabbia pensando che forse si sarebbe potuto salvare un ragazzo che aveva piccoli precedenti per spaccio e che già alle scuole medie aveva lanciato segnali di allarme.

In una nota, la sindaca di Pisticci, paese del materano dove è avvenuto il fatto, chiede chiarezza su quello che è accaduto, ed invita anche a riflettere sulla necessità di una maggiore coesione sociale, che non faccia sentire solo chi vive difficoltà personali o familiari, soprattutto tra le fasce di popolazione più giovani e sensibili.

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Cosa ne pensa l’autore
Maria Guerricchio

Maria Guerricchio - Tragedie della povertà nelle quali si arriva sempre tardi nella riflessione e, soprattutto, si arriva spesso solo per giudicare. La verità è che con i "se" e con i "ma" non si va da nessuna parte e bisognerebbe iniziare dall'alto a proteggere i minori, aiutando le famiglie meno agiate dall'interno.

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