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Massacrato ad Halloween si sfoga: "Oggi sorrido perché dopo 40 giorni recupero i denti che mi hanno tolto"

Nella notte di Halloween, Alberto Ferretto - 29 enne - era stato massacrato da un gruppo di ragazzi al di fuori da una discoteca, senza alcun motivo: le sue condizioni apparvero subito gravissime. Dopo 40 giorni, si sfoga "dobbiamo cambiare questa società".

Cronaca
Pubblicato il 15 dicembre 2018, alle ore 02:59

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Massacrato ad Halloween si sfoga: "Oggi sorrido perché dopo 40 giorni recupero i denti che mi hanno tolto"

Nella notte di Halloween Alberto Ferretto, regista e fotografo di Marano Vicentino, era stato aggredito e massacrato da 4 ragazzini davanti ad una discoteca. Non c’era nessun motivo per questa brutalità, se non il tragico destino.

Il ragazzo si trovava nella discoteca “La Corte degli Aranci” con la fidanzata ed alcuni amici. Ad un tratto, è uscito dal locale per prendere una boccata d’aria, e proprio lì vi era questo gruppo di ragazzi che voleva entrare, ma a cui la sicurezza non dava il permesso. È bastato un semplice sguardo a scatenare l’inaudita violenza di questi quattro ragazzi, che si sono comportati come un branco violento.

Hanno iniziato a prendere a pugni il ragazzo e, una volta buttato a terra, hanno incominciato a prenderlo a calci in faccia. Le condizioni del ragazzo sono immediatamente apparse gravissime: giunto al pronto soccorso ha ricevuto una prognosi di 40 giorni, ed ha dovuto rimanere ricoverato in neurologia per una settimana a causa di un forte ematoma celebrale.

Dopo 40 giorni, il ragazzo si sfoga dichiarando di aver subito questa violenza senza nessuna motivazione: neanche le forze dell’ordine sono riuscite a trovarne una. Il ragazzo ha deciso, attraverso la sua pagina Facebook, di pubblicare la foto del suo viso deturpato dopo ben 40 giorni dall’aggressione, ed allega ad essa un lungo post.

Una delle prime dichiarazioni che fa il ragazzo è di non voler scatenare dei cori razzisti contro le persone o contro gruppi di persone, specificando che anche se parte del branco non era italiano non vuole assolutamente alimentare l’odio verso altre popolazioni. Dichiara di voler mandare un semplice messaggio, ossia “trasmettere gioia, grinta e voglia di vivere“. Il ragazzo dichiara che è “interesse di tutti cambiare questo atteggiamento che ha la nostra società; tutti dobbiamo lottare per cambiare le cose“.

Pubblica la foto dalla quale si vede chiaramente che porta ancora i segni della brutale aggressione, chiede che questa foto venga condivisa poiché il sorriso che ha è un sorriso di rivincita e di rivoluzione di una società che sta andando a rotoli. Ammette che dovrà trascorrere anni a subire interventi a causa di uno sguardo male interpretato, ma dichiara di non volersi piegare a persone che non hanno un senso di civiltà. Dichiara di sentirsi a disagio nel farlo, ma è giusto condividere.

I quattro aggressori sono stati identificati e denunciati, visto che le immagini non lasciano dubbi sul fatto che abbiano aggredito il ragazzo con maggior violenza nel momento in cui era già a terra. Il ragazzo scrive “oggi, dopo 40 giorni, vado a riprendermi quello che mi è stato tolto, i denti. Gli zigomi sono ancora gonfi. Oggi è il giorno in cui penso che ci sono cose che ti puoi riprendere ed altre che ti sono state tolte per sempre”.

A causa dell’aggressione, il ragazzo ha subito un trauma cranico, con danneggiamento di 6 denti e la caduta di 4, un labbro aperto, zigomi fratturati, contusioni a schiena e gambe, e ad altre parti del corpo. Dichiara che da come gli è stato comunicato dai medici è vivo grazie a 2 cm. Il calcio che gli è stato sferrato in bocca quando era già a terra ha preso la parte superiore, e questi 2 cm sono stati quelli che gli hanno permesso di evitare il peggio, cioè i 2 cm che separano la gengiva dal naso: se non fosse stato così, secondo i medici sarebbe molto improbabile che lui fosse qui a scrivere.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - È sconvolgente una brutalità del genere con le conseguenze che andranno avanti per molti anni: non capisco cosa possa essere girato nella testa di quei ragazzi. Spero solo che i genitori sappiano metterli in riga e sulla buona strada. Apprezzo che non punti il dito sulla loro nazionalità, ma su come la generazione deve cambiare

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