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Maria Antonietta Rositani: bruciata dall’ex, torna a casa dopo 18 mesi di ricovero ospedaliero

Maria Antonietta Rositani, bruciata viva dall'ex marito, è guarita ed è potuta tornare a casa dopo 18 mesi di rcovero ospedaliero. La sua gioia condivisa sui social in uno scatto nella casa che tanto ha desiderato.

Cronaca
Pubblicato il 26 novembre 2020, alle ore 12:41

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Maria Antonietta Rositani: bruciata dall’ex, torna a casa dopo 18 mesi di ricovero ospedaliero

L’11 marzo 2019, Maria Antonietta Rositani è stata bruciata viva dall’ex marito, ma a distanza di 18 lunghi mesi di ricovero ospedaliero, è potuta ritornare a casa, lasciando l’Ospedale di Reggio Calabria. Il suo ex, Ciro Russo, ha inseguito l’auto della donna fino alla scuola elementare frequentata dal loro figlio minore, il cui affido si sarebbe dovuto discutere dal giudice proprio quella mattina. La donna era seduta nell’auto, con Diuk, il cagnolino di famiglia, quando l’uomo l’ha cosparsa di benzina e le ha dato fuoco.

Il cucciolo è morto, mentre Maria Antonietta è riuscita a fuggire, spegnendosi le fiamme di dosso con l’acqua delle pozzanghere ed è riuscita a trovare la forza di chiamare i soccorsi. L’episodio dell’11 marzo, è doveroso precisarlo, è solo l’ultimo di una lunga serie di maltrattamenti, iniziati durante il matrimonio, nonostante le denunce della donna. Russo, invece, che per compiere il tentato omicidio aveva violato i domiciliari, guidando per 500 km, è stato condannato a 20 anni di carcere per tentato omicidio aggravato. 

La notizia del ritorno a casa immortalata da uno scatto

Maria Antonietta ha deciso di comunicare lei stessa le dimissioni dall’ospedale con una foto, scattata a casa, con sua figlia Annie. La donna cammina con una stampella, deve affrontare un lungo percorso di riabilitazione ma finalmente ha potuto lasciare l’ospedale. Si sente felice di essere tornata a casa, di aver svegliato la mattina suo figlio, di essersi svegliata con la figlia accanto. È felice, Maria Antonietta, di vedere dal balcone il cielo, le altre case, la pioggia. È felice di aver preso il caffè a casa, di aver rivisto il suo papà, ringraziando Dio per questo miracolo. 

Maria Antonietta ce l’ha fatta, può raccontare la sua attoce esperienza, fatta di tanta sofferenza. La donna, risorta dalle ceneri come una vera Araba Fenice, è il simbolo di chi è riuscita a sfuggire al suo aguzzino.

Si chiude per un capitolo che lascia cicatrici profonde ma che i medici del Gom hanno lenito passo dopo passo, e, con i tanti innesti riusciti, hanno ridonato alla donna il sorriso e la gioia di poter tornare ad essere una madre per i suoi figli. Ma la battaglia legale è ancora lunga perché Ciro Russo ha chiesto l’appello e la Rositani freme nel poter riguardare negli occhi chi ha tentato di strapparle la vita per dirgli un’ ultima volta “Non muoio, io sono viva e crescerò i miei figli”.

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - La storia di Maria Antonietta Rositani è il simbolo della tenacia delle donne nella lotta contro la violenza ed il suo finale, a lieto fine, ha posto fine a tutta la sua sofferenza culminata nell'essere arsa viva proprio dall'ex marito. Una tragedia che sarebbe potuta arrivare alla morte della donna, se lei stessa non avesse avuto la forza di chiamare i soccorsi.

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