Margherita, la nonna coraggio: "Hanno provato a truffarmi di nuovo, ma stavolta li ho smascherati e messi in fuga"

Qualche tempo fa era stata derubata di 500 euro nella sua abitazione di via del Santuario: i malviventi si erano spacciati per membri delle forze dell’ordine e, approfittando della sua buona fede, le avevano sottratto il denaro

Margherita, la nonna coraggio: "Hanno provato a truffarmi di nuovo, ma stavolta li ho smascherati e messi in fuga"

Margherita Primiterra, 86 anni, non ha avuto dubbi: li ha riconosciuti subito, appena si sono presentati alla sua porta. Erano gli stessi due truffatori che un mese fa, con un pretesto, erano riusciti a introdursi nella sua abitazione e a portarle via la borsa, i documenti e il portafoglio con dentro 500 euro in contanti, i soldi che la donna custodiva per pagare l’affitto. Questa volta, però, la storia ha preso una piega diversa: Margherita non si è lasciata sorprendere e, da sola, ha avuto la forza di respingerli e di mettere in fuga quei due uomini «alti e possenti», travestiti con una finta divisa da carabinieri. «Dicevano che volevano proteggermi dai furti racconta la signora ma erano troppo insistenti.

Hanno cominciato piano piano a spingere la porta. Io ho capito subito che non erano chi dicevano di essere». Nonostante l’età e la paura, Margherita ha reagito con decisione: li ha spinti con forza fuori dall’uscio e ha richiuso la porta. Poi, senza perdere lucidità, ha preso il telefono, si è chiusa in bagno e ha chiamato il 112. «In quei momenti pensi che non ce la farai, ma io ho sentito che dovevo difendermi. E ce l’ho fatta». L’allarme ha fatto scattare immediatamente l’intervento della polizia.

Una volante, diretta dal dirigente Pierpaolo Varrasso, ha intercettato in pochi minuti l’auto dei due uomini lungo viale Muzii. Tentavano di allontanarsi, ma sono stati bloccati. Durante la perquisizione, gli agenti hanno trovato nascosto sotto un sedile anche un cacciavite, probabilmente pronto a essere usato in caso di resistenza. I due, di 41 e 29 anni, sono stati denunciati per tentata truffa aggravata. Per Margherita, invece, è iniziata un’altra storia, fatta di gratitudine e commozione. Nei giorni successivi si è recata in Questura, dove ha voluto ringraziare uno ad uno i poliziotti che erano intervenuti in suo soccorso e ha abbracciato il questore Carlo Solimene. «Sono stati i miei angeli custodi racconta. Dove ho trovato la forza davanti a quei due? Me l’ha data il Signore».

La sua vita, del resto, è segnata da tante prove. Vedova da anni di Osvaldo Rosati, conosciuto commerciante di targhe e timbri con il suo storico negozio in corso Vittorio Emanuele, Margherita ha affrontato anche il dolore più grande: la perdita dei suoi due figli, Emilio e Giuseppe. Nonostante tutto, ha sempre trovato conforto nella fede e nella vicinanza del quartiere: «Prego ogni giorno, sono molto devota. E poi qui in via del Santuario mi conoscono tutti e mi vogliono bene. Io sono forte, non mi lascio ingannare, e dico ai miei coetanei di non farsi mai intimidire». Ripensa con chiarezza anche al primo incontro con i due malviventi, lo scorso agosto: «Mi avevano bussato dicendo di essere i nipoti della signora che abita sopra e che avevano bisogno di un po’ di zucchero. Io ci ho creduto, sono andata in cucina a prenderlo, e quando sono tornata non c’era più nessuno. Solo dopo mi sono accorta che mancava la mia borsa.

Mi avevano portato via documenti e soldi». Questa volta, invece, non hanno avuto scampo. «Sono tornati mercoledì scorso continua, ma io li ho riconosciuti subito. Mi hanno chiamata per nome e mi hanno detto in dialetto: “Margherì, t’hanno già fregata un’altra volta”. Ma io non avevo avuto nessun furto. Allora ho reagito: una spinta forte e via fuori dalla porta. Poi ho chiuso a chiave e ho preso il telefono. Mi sono barricata in bagno e ho chiamato il 112. L’operatore è rimasto in linea con me fino all’arrivo della polizia». E proprio in Questura, dopo l’arresto dei due, la signora ha voluto lasciare un segno simbolico del suo ringraziamento: un piccolo angelo ricamato a mano, che tiene sempre con sé quando prega. «Ho detto agli agenti: questo angelo è vostro, tenetelo qui con voi e ogni mattina, prima di iniziare la giornata, recitate la preghiera dell’“Angelo di Dio”.

È per noi anziani, che abbiamo bisogno di sentirci protetti». Un gesto che ha commosso tutti. Oggi Margherita continua a vivere da sola, ma con più attenzione. «Non ho cambiato le mie abitudini, però se qualcuno suona al citofono mi affaccio prima di aprire. Sto sempre molto attenta». Infine, lancia un messaggio forte a tutti i suoi coetanei, che spesso, dopo essere stati truffati, si chiudono nel silenzio: «Non bisogna avere vergogna. Bisogna denunciare sempre. Ci sono persone che ci aiutano e ci vogliono bene. Non siamo soli».

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