Marassi sotto pressione: incendio in cella e sovraffollamento al limite

Un incendio in una cella della Casa circondariale di Marassi ha messo in luce il sovraffollamento e la carenza di personale, con il sindacato SAPPE che lancia l’allarme e chiede interventi urgenti sul sistema ligure.

Marassi sotto pressione: incendio in cella e sovraffollamento al limite

Momenti di forte tensione oggi alla Casa circondariale di Marassi, dove un detenuto, trasferito da pochi giorni per ragioni di ordine e sicurezza, ha appiccato un incendio nella propria cella. L’intervento tempestivo della polizia penitenziaria ha evitato conseguenze gravi, con il detenuto messo in sicurezza e i fumi contenuti prima che si propagassero nel reparto. Il segretario ligure del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), Vincenzo Tristaino, ha elogiato la rapidità e la professionalità degli agenti, sottolineando come il loro intervento abbia impedito che l’episodio degenerasse in una situazione di pericolo più grave.

Il sindacato, tuttavia, non considera l’evento isolato, ma lo inserisce in un contesto di criticità strutturali. Marassi, secondo il SAPPE, riceve con regolarità detenuti considerati problematici o con comportamenti “riottosi”, spesso provenienti anche da altre regioni, aumentando la pressione sulla gestione interna dei reparti. A peggiorare la situazione contribuisce il sovraffollamento: i dati riportati parlano di circa 690 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 530 posti, un “mix esplosivo” aggravato dalla carenza cronica di personale in ruoli chiave, che mette a rischio sia la sicurezza sia la salute degli operatori e dei detenuti.

Il SAPPE chiede quindi interventi concreti e duraturi, non semplici soluzioni tampone. Tra le proposte, la riduzione della popolazione detenuta attraverso una “deflazione” dei numeri, l’arrivo di nuovi agenti di polizia penitenziaria, e la riapertura del Provveditorato Regionale e della Casa circondariale di Savona. Solo così, secondo il sindacato, si potrebbe tornare a una gestione più equilibrata e coerente con le esigenze locali. Un altro nodo cruciale riguarda l’aumento di detenuti con gravi disturbi psichiatrici o comportamenti violenti.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, evidenzia come la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari abbia spostato un carico eccessivo sulle carceri, trasformando strutture come Marassi in veri e propri centri di smistamento per soggetti difficili da gestire con risorse limitate. Nonostante le difficoltà, il SAPPE sottolinea la dedizione della polizia penitenziaria, ma avverte che «le buone intenzioni non bastano più». L’incendio di oggi, pur senza esiti gravi, rappresenta un segnale preoccupante: la situazione a Marassi, con sovraffollamento e organico insufficiente, rischia di diventare sempre più critica se non verranno prese decisioni rapide e mirate.

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