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Mantova, svolti i funerali del medico suicida Giuseppe De Donno: tensione per un cartello no vax

Nella mattinata di oggi si sono svolte le esequie del medico trovato senza vita nella sua abitazione a Curtatone, in provincia di Mantova. Il funerale si è tenuto a porte chiuse nella Basilica di Sant'Andrea, sempre nel capoluogo di provincia lombardo.

Cronaca
Pubblicato il 2 agosto 2021, alle ore 20:18

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Mantova, svolti i funerali del medico suicida Giuseppe De Donno: tensione per un cartello no vax

Presso la Basilica di Sant’Andrea a Mantova si sono svolti questa mattina i funerali del medico Giuseppe De Donno, l’ex primario di Pneumologia trovato senza vita martedì scorso nella sua abitazione di Curtatone. Si tratta del medico che, almeno in Italia, è stato il pioniere della cura al plasma iperimmune per i pazienti contagiati dal Covid-19. In questi ultimi giorni il sanitario è diventato l’icona del movimento no vax, e molti complottisti credono che la sua morte abbia in qualche modo a che fare con la sua terapia, la quale, secondo costoro, era scomoda ai “poteri forti”. In realtà le cose stanno diversamente. 

Il medico pare stesse attraversando un periodo personale non facile. Tra l’altro da poco tempo era diventato medico di base a Porto Mantovano e aveva dato le dimissioni proprio dal Carlo Poma. La cura al plasma iperimmune pare si fosse rivelata poco efficace soprattutto tra i pazienti malati gravemente di Covid-19. Ma anche nel giorno del dolore e del silenzio qualche no vax, in particolare un uomo, ha esposto un cartello “ucciso dallo Stato”. Costui è stato immediatamente allontanato dagli agenti della Digos dall’esterno della Basilica. 

Cerimonia in forma privata

I famigliari del dottore hanno chiesto cortesemente a tutti, giornalisti compresi, di non entrare all’intrno della chiesa e di non scattare alcuna foto. I cari di De Donno volevano vivere lontano dai riflettori il momento dell’ultimo addio al loro congiunto. Già nelle scorse ore la famiglia, tramite il proprio avvocato, ha chiesto a tutti di avere rispetto e di non strumentalizzare la morte del medico. 

“È un mantovano che è entrato nel cuore dei mantovani. E al tempo stesso è una persona che non merita di essere usata per battaglie strumentali che non erano nemmeno le sue battaglie” – così ha detto Mattia Palazzi, sindaco di Mantova, ai cronisti di Fanpage. Lo stesso Giuseppe De Donno era vaccinato contro il Covid e credeva fortemente nella scienza. 

Lo stesso Fabrizio Pregliasco, virologo e Direttore Sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, ha ricordato il dottor De Donno come una persona pro vax. “Vi ringraziamo per tutto l’amore che viene dimostrato, ma ci sono situazioni private che non possono e non devono essere strumentalizzate” – così aveva ricordato la famiglia nella nota inviata tramite il loro avvocato. La Procura di Mantova ha comunque aperte una inchiesta per fare chiarezza sul caso. 

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Quella del medico Giuseppe De Donno è una morte che non deve assolutamente essere strumentalizzata per altri fini. Il dottore era un convinto pro vax e credeva nei vaccini, con la cura al plasma iperimmune ha voluto dare una mano in più per curare questa terribile malattia. Il suo decesso non ha nulla a che fare con teorie complottistiche o con i famigerati "poteri forti".

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