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Mantova, i famigliari del medico De Donno in una lettera: "Silenzio la più grande forma di rispetto"

I famigliari del sanitario morto suicida negli scorsi giorni prendono le distanze dalle posizioni negazioniste e no vax che in queste ore stanno apparendo sui social e in varie manifestazioni diffuse in tutta Italia. Il dottore aveva problemi personali.

Cronaca
Pubblicato il 1 agosto 2021, alle ore 14:36

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Mantova, i famigliari del medico De Donno in una lettera: "Silenzio la più grande forma di rispetto"

“Giuseppe De Donno era un medico che amava la sua professione fino in fondo e che non ha mai rinnegato la scienza. Un medico stimato ed apprezzato per aver dato tutto se stesso per il bene della comunità. Ma Giuseppe non era solo medico, prima di tutto era uomo, figlio, padre, marito, fratello, zio, nipote, cugino e amico, con anche una vita privata lontana dai riflettori, che nell’ultimo periodo hanno preso il sopravvento. Era una persona gentile, con una parola di conforto al momento giusto in ogni occasione per ognuno di noi, che amava la sua famiglia in maniera incondizionata, ed era amato… altroché se era amato! Chi lo conosce realmente sa che nulla di ciò che in questi tristi giorni stiamo leggendo su web, social, quotidiani e striscioni appesi per la città lo rappresentano. In questo drammatico momento il silenzio sarebbe la forma più grande di rispetto e di amore per lui e tutti i suoi cari. Vi ringraziamo per tutto l’amore che viene dimostrato, ma ci sono situazioni private che non possono e non devono essere strumentalizzate”

Queste sono le parole che una parente del medico Giuseppe De Donno, trovato morto suicida nella sua abitazione di Curtatone, in provincia di Mantova, ha rilasciato a mezzo social anche per conto della famiglia. Il sanitario, ex primario di Pneumologia presso l’ospedale di Mantova, è stato il pioniere della cura al plasma iperimmune contro il Covid-19. La cura consisteva nell’iniettare ai pazienti malati di Covid gli anticorpi al Sars-CoV-2 tramite il siero dei pazienti già guariti dalla malattia. Da diversi scienziati, però, la cura di De Donno, già sperimentata in passato, non avrebbe dato ottimi risultati sui pazienti con una forma severa della malattia, per questo non è ritenuta utile da diversi esperti. 

Icona del movimento no vax

In questi ultimi giorni il dottor De Donno è diventato una icona del movimento no vax. I complottisti e i negazionisti della pandemia credono che il sanitario, diventato da poco tempo medico di base, sia sia suicidato perchè qualcuno lo abbia voluto. La Procura di Mantova ha aperto una inchiesta in questo senso. I primi risultati saranno disponibili nelle prossime settimane. 

Originario del Salento, De Donno ha speso tutta la sua vita per la cura dei propri pazienti. Il suo nome è diventato noto in tutto il mondo soprattutto durante la prima parte della pandemia di Covid-19, quando ha avuto appunto l’idea di effettuare la trasfusione del plasma sanguigno dei guariti nel corpo delle persone infettate dal virus.

Nei prossimi giorni si potranno conoscere sicuramente ulteriori particolari su questa triste vicenda che ha scosso l’Italia. Nella giornata di domani si terranno i funerali del medico. Tutto il nosocomio in cui lavorava, nonchè gli amici del sanitario, sono ancora sconvolti dopo quanto avvenuto. 

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - La morte del medico Giuseppe De Donno ha scosso davvero tutta Italia. I soliti no vax e complottisti credono che il dottore sia stato in qualche modo portato al suicidio da qualcuno, ma le cose non stanno assolutamente così. Basta leggere la lettera della famiglia per capirlo. Si deve avere rispetto sia per il medico che per la famiglia, adesso distrutta dal dolore.

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