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Mamma mostro spegne sigarette sulla figliastra down di 6 anni. Condannata a 5 anni di carcere

Una mamma è stata condannata a 5 anni di carcere per aver spento sigarette su una bambina di 6 anni Down ed averla bruciata con l'accendino. In attesa di giudizio anche il compagno, padre della piccola. La bambina adesso verrà aiutata a superare il difficile momento che sta vivendo

Cronaca
Pubblicato il 12 novembre 2014, alle ore 11:04

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Mamma mostro spegne sigarette sulla figliastra down di 6 anni. Condannata a 5 anni di carcere

Una mamma spegneva sigarette sulla figlia Down di 6 anni e la bruciava con l’accendino. Adesso è stata condannata a 5 anni di carcere.

Una storia che ha davvero dell’incredibile quella che vede come protagonista Irene Reynolds, mamma di una bambina di 6 anni affetta dalla sindrome di Down e che ha più volte sottoposto a violenze. Questa donna, matrigna della piccola, spegneva sigarette sul corpo della figliastra e le avrebbe anche provocato delle bruciature su tutto il corpo con un accendino.

Una vicenda a dir poco sconcertante, che ha sconvolto l’intero Montana, negli Stati Uniti dove si è verificato il terribile fatto. Proprio in queste ore il giudice ha condannato la donna a 5 anni di carcere per le terribili violenze sulla bambina.

“Un abuso orrendo” ha detto il giudice che ha condannato la donna, che ha evitato i 10 anni di carcere chiesti dall’accusa grazie al patteggiamento. Complice di tutto questo anche il compagno, padre della bambina, Blaine K.Startin, 44 anni, che verrà processato il prossimo 24 novembre.

Una vicenda davvero incredibile quella di questa bambina, che adesso dovrà superare questo trauma grazie al’aiuto di personale specializzato, che l’aiuterà a ritrovare la giusta serenità e spensieratezza della sua età. La piccola, infatti, al momento è molto provata, piange ed urla e non riesce a dormire per via di terribili incubi.

Una storia a dir poco orribile come purtroppo tante ce ne narra la cronaca in quest’ultimo periodo. ancora una volta violenza ai danni dei più piccoli ed ancora una volta violenza immotivata, se mai ragione si potesse trovare ad un atto tanto violenza e crudele nei confronti di una bambina di soli 6 anni, peraltro affetta dalla Sindrome di Down.

Adesso si attende la decisione del giudice sul padre della piccola e l’attenzione è rivolta a questa bambina ed alla sua stabilità psicologica, fortemente messa in pericolo dalla sua stessa famiglia.

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