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Maltrattamenti in casa di riposo veneta: a Rovigo emesse nove misure cautelari

Sono state emesse nove misure cautelari e l'interdizione allo svolgimento dell'attività professionale in seguito alle indagini effettuate in una casa di riposo di Rovigo, per maltrattamenti agli ospiti non autosufficienti della struttura.

Cronaca
Pubblicato il 19 agosto 2019, alle ore 10:55

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Maltrattamenti in casa di riposo veneta: a Rovigo emesse nove misure cautelari

In una casa di riposo veneta di Rovigo, alcuni dipendenti della struttura hanno contattato le forze dell’ordine: sarebbero stati, loro malgrado, testimoni di comportamenti violenti ed aggressivi da parte di alcuni operatori socio sanitari ed inservienti nei confronti degli anziani non autosufficienti, ospiti della struttura. 

La polizia di stato di Rovigo, in seguito alla ritenuta credibilità e verosimiglianza delle dichiarazioni ricevute dal personale delle strutture, ha quindi prontamente effettuato le dovute indagini dal mese di giugno, in collaborazione la procura locale, richiedendo ed ottenendo dal Gip l’autorizzazione all’effettuazione di intercettazioni audio e video nelle camere degli ospiti.

Malauguratamente, dalle intercettazioni ambientali e dalle osservazioni svolte dalle forze dell’ordine, sono emersi quotidianamente i soprusi e le violenze fisiche che le vittime dovevano subire: percosse, schiaffi in testa, minacce, offese, atti denigratori ed indignanti. Come riferito dalla polizia, i fatti sono stati ulteriormente aggravati in virtù sia della minorata capacità difensiva delle vittime, sia dalla loro condizione di ospiti ricoverati presso le strutture.

Sono state quindi emesse nove misure cautelari per i responsabili dei ripetuti maltrattamenti perpetrati: si tratterebbe di otto donne operatrici sanitarie e di un uomo inserviente, residenti a Rovigo. Il giudice per le indagini preliminari ha anche reputato possibile il pericolo di reiterazione dei comportamenti violenti, formulando l’interdizione allo svolgimento della loro attività professionale in strutture sanitarie o socioassistenziali. 

Giovanni Luca Avanzi, direttore generale di IRAS, l’ente che gestisce le strutture Casa Serena, Casa Soggiorno, RSA e Reparto Centrale con 521 posti letto totali, ha dichiarato a tal proposito di essere rimasto sconcertato, non avendo mai ricevuto in precedenza alcun tipo di segnalazione in merito. Inoltre, ha informato l’intenzione di avviare un’indagine interna ed i dovuti provvedimenti in caso di accertamento delle accuse mosse.

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Cosa ne pensa l’autore
Lara Tubia

Lara Tubia - Quando vengo a conoscenza di gravi fatti come questi, in attesa di conferma delle accuse rivolte, mi chiedo come sia possibile poter procurare sofferenza fisica e psicologica a delle vittime incapaci di reagire e difendersi, bisognose solo di aiuto e di una parola amorevole. Gli ospiti delle case di riposo sono persone che hanno vissuto un'intera vita e che necessitano di trascorrere la loro anzianità con dignità, essendo accuditi ed aiutati: non mi capacito pertanto che proprio lì, dove dovrebbero essere protetti e tutelati, possano invece divenire vittime inermi di indubbia integrità moralità. In questa drammatica vicenda va sottolineato e valorizzato l'ammirevole atto di denuncia effettuato dai colleghi che si sono rivolti alle forze dell'ordine: mi auguro che sia di esempio per tutti colori che si dovessero spiacevolmente trovare in situazioni simili.

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