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Malata di tumore: madre naturale accetta test, speranza di cura per Daniela Molinari

L'infermiera di Como malata di tumore ora può sperare di trovare una cura per la sua patologia. Dopo tanti appelli la madre biologica, che inizialmente aveva rifiutato di aiutarla, ha cambiato idea.

Cronaca
Pubblicato il 4 maggio 2021, alle ore 11:14

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Malata di tumore: madre naturale accetta test, speranza di cura per Daniela Molinari

Finalmente Daniela Molinari ce l’ha fatta. O meglio, gli psicologi del tribunle sono riusciti a convincere la madre della donna a sottoporsi ad alcuni test genetici per aiutare la figlia naturale malata di tumore. La donna, che aveva abbandonato la figlia alla nascita, inizialmente aveva rifiutato l’aiuto per paura di perdere l’anonimato

Si accende quindi la speranza per la 48enne di trovare una cura per la sua malattia oncologica. Questo grazie alla mappatura del Dna. Perché era così importante avere anche la mappatura genetica della madre? Come è stato riportato da diverse testate giornalistiche che si sono occupate del caso, Daniela Molinari fa parte di un programma speciale di cure sperimentali contro il cancro. 

Cure che senza il Dna materno non possono quindi essere fatte. Sono tanti gli appelli che Daniela ha lanciato alla madre naturale affinché si facesse viva e l’aiutasse almeno in questa fase della sua vita. Appelli, lettere pubbliche, messaggi che però hanno trovato come unica risposta un silenzio assordante. 

Per la madre naturale, Daniela non rappresenta il frutto dell’amore, bensì di fatti molto più tragici. Appena 19enne la donna fu vittima di violenza. Un dolore che aveva cercato di soffocare e cancellare. Per questo motivo aveva deciso di lasciare la bambina ad un istituto, dove avrebbero potuto assicurare un futuro migliore per lei. 

La delicata situazione di salute della Molinari ha però sollecitato anche l’intervento del Tribunale di Milano che, grazie al sapiente convincimento degli psicologi, è riuscito a rassicurare la madre naturale circa l’anonimato, garantendole così i suoi diritti costituzionali. L’iniziale rifiuto della donna di aiutare la figlia naturale aveva suscitato molta indignazione da parte dell’opinione pubblica.

Daniela, dopo essere stata lasciata in orfanotrofio nel 1973, è stata adottata da una famiglia. La donna, che oggi lavora in psichiatria a Milano, era riuscita a prendere visione del fascicolo della sua genitrice, scoprendo che la madre non solo aveva preferito non essere nominata, ma aveva ritirato pure tutta la documentazione clinica

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Cosa ne pensa l’autore
Tiziana Terranova

Tiziana Terranova - Non mi sento di giudicare la decisione di una donna, che ha comunque dato alla luce un bambino, nonostante la violenza subita. Il dolore di quella violenza probabilmente è stato così forte da non essere mai lenito e guarito. Ci sono ferite dell'anima che sanguinano sempre, silenziosamente. E nessuno intorno si accorge di nulla.

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