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Maestro punisce bambino dicendo ai compagni "È nero, guardate quant’è brutto"

A Foligno un insegnante delle elementari ho ordinato al bambino di dare le spalle alla cattedra. Dopodiché si rivolge ai compagni dicendo "ma che brutto che è questo bambino nero! Bambini, non trovate anche voi che sia proprio brutto?".

Cronaca
Pubblicato il 21 febbraio 2019, alle ore 17:55

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Maestro punisce bambino dicendo ai compagni "È nero, guardate quant’è brutto"

Nel quartiere Monte Corvino di Foligno, in provincia di Perugia, alcuni giorni fa si è verificato un gravissimo episodio di razzismo.

Durante una normale lezione un insegnante si è infuriato con uno dei suoi alunni ed ha quindi deciso di punirlo. Dopo essere stato chiamato alla cattedra, l’insegnante ha detto “ma che brutto che è questo bambino nero!  bambini, non trovate anche voi che sia proprio brutto? Girati, così non ti devo guardare“. L’insegnante, richiamato dal dirigente scolastico ha però continuato ad esprimere opinioni razziste una volta rientrato in classe.

I bambini hanno raccontato quanto accaduto ai genitori che, indignati, si sono rivolti ad un avvocato per sporgere denuncia. A rendere ancora più grave l’accaduto, c’è il fatto che lo stesso insegnante aveva espresso in precedenza considerazioni simili in passato, con la sorella dello stesso bambino che frequentava un’altra classe.

Al momento, il maestro continua a svolgere il suo lavoro all’interno della scuola.

L’episodio razzista

Stando alle dichiarazioni, il maestro dopo essersi arrabbiato con l’alunno si è avvicinato alla finestra dell’aula; poi ha iniziato a fare dei disegni sul vetro imponendo al bambino di guardarli dando le spalle alla cattedra.

La vicenda è stata confermata dalla dirigenza scolastica che ha denunciato il fatto al direttore dell’ufficio scolastico regionale, Antonella Iunti. In merito all’accaduto ha dichiarato “ritengo molto grave quello che è emerso e preferisco non fare ulteriori dichiarazioni perché non voglio inficiare un’indagine interna che deve essere rigorosa ed efficace“. Il dirigente dell’ufficio scolastico regionale ha confermato di avere avviato approfondimenti sulla vicenda.

Il maestro ha giustificato la sua azione dicendo che il suo comportamento è dovuto ad un esperimento sociale simile ad altri che aveva visto su internet. L’obiettivo era mostrare ai suoi alunni l’ingiustizia di un comportamento visibilmente razzista.

Nei prossimi giorni termineranno le indagini avviate dalla regione e sarà stabilito se la motivazione data dal docente sia credibile o meno. In ogni caso il suo gesto è stato considerato didatticamente inopportuno. 

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - Io voglio sperare che l'atteggiamento avuto da quell'insegnante avesse davvero un fine didattico. Ma sinceramente a me pare una pura e semplice scusa. In ogni caso un insegnante non può permettersi di compiere tale atti, denigrando un bambino con le conseguenze che questo può avere sullo stesso bambino e sul rapporto che avrà con i suoi compagni. Tutti i bambini sono uguali! Trovo scandaloso che gli sia concesso d'insegnare e oltretutto d'insegnare nelle stesse aule. Se davvero il gesto avesse avuto uno scopo educativo, il maestro avrebbe chiesto scusa al bambino e spiegato alla classe e il suo intento. L'unica cosa che i bambini hanno potuto apprendere da tale atteggiamento è "come si comporta un razzista".

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