Sono sempre di più gli assenteisti del lavoro, ovvero coloro che fingono di andare in ufficio, arrivando anche a timbrare il cartellino per poi dileguarsi preferendo fare shopping, come ripresi dalle telecamere. Ci sono anche coloro che, pur essendo in patologia, vengono scoperti perché fanno tutt’altro e vengono licenziati ma il Tribunale accetta in parte il ricorso. Questo è uno degli ultimi casi accaduti a Rovigo.
La donna, della provincia di Rovigo, che lavora come caporeparto in un supermercato della zona, durante il periodo di malattia, in cui in teoria avrebbe dovuto rimanere a casa, è stata sorpresa mentre giocava a padel in una palestra. Al momento del rientro, il capo le ha consegnato una lettera prima di sospensione e poi di licenziamento per giusta causa.
I fatti risalgono al gennaio 2024. La donna, considerando anche il fatto che lavorasse in quel supermercato da 27 anni, ha deciso di presentare ricorso a seguito del licenziamento. Il Tribunale però ha dato ragione alla dipendente dal momento che il gioco del padel era in orari al di fuori della visita fiscale.
In tal caso, nulla ha pregiudicato o aggravato ulteriormente le sue condizioni di salute. In base anche a quanto riferiscono i referti medici, la degenza della donna riguardava “l’astensione del sollevamento dei pesi e non dalla pratica dell’attività sportiva”, come ha affermato il giudice durante la lettura della decisione.
Il licenziamento della donna è stato definito illegittimo e il ricorso accolto in parte. Inoltre, la stessa azienda deve anche alla dipendente 18 mensilità. Durante la lettura, il giudice ha anche ammesso che si sarebbe dovuta applicare una sanzione conservativa non arrivando al licenziamento come invece è avvenuto.
Il licenziamento, sempre secondo quanto emerso dalla lettura del provvedimento del giudice, deve avvenire per fatti considerati più gravi come la simulazione della patologia o dell’infortunio.