Lecce, una confidenza a scuola fa scattare la tutela: minore collocata in comunità protetta

Il racconto di una bambina di dieci anni al proprio insegnante ha attivato l’intervento delle istituzioni, portando all’apertura di un’indagine e a misure immediate di protezione disposte dal Tribunale per i minorenni di Lecce.

Lecce, una confidenza a scuola fa scattare la tutela: minore collocata in comunità protetta

Una vicenda delicata, emersa tra i banchi di scuola e ora al centro dell’attenzione della magistratura minorile, richiama con forza il ruolo fondamentale delle istituzioni educative e degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento. In un comune della provincia di Lecce, una bambina di dieci anni ha trovato il coraggio di confidarsi con il proprio insegnante, raccontando una situazione familiare profondamente problematica. Parole che, per la loro gravità, hanno immediatamente attivato un percorso di protezione e verifica, nel pieno rispetto delle procedure previste per i minori.

Il docente, dopo aver ascoltato il racconto della piccola, ha coinvolto la dirigente scolastica. Insieme hanno ritenuto necessario segnalare quanto emerso alle forze dell’ordine, avviando così l’intervento dei carabinieri. Un passaggio cruciale, che conferma quanto la scuola rappresenti spesso il primo presidio di ascolto e di sicurezza per bambini e ragazzi che vivono situazioni di forte difficoltà all’interno del contesto domestico.

A seguito della segnalazione, la Procura per i minorenni di Lecce ha aperto un fascicolo e le indagini sono state affidate ai carabinieri, con il massimo riserbo imposto dalla presenza di una minore. L’attenzione degli inquirenti si concentra sulla figura del compagno della madre, ora sottoposto ad accertamenti giudiziari per ipotesi di comportamenti gravemente lesivi della sfera personale della bambina.

Come previsto dalla legge, ogni valutazione definitiva spetterà al percorso processuale, che dovrà chiarire responsabilità e dinamiche dei fatti contestati. Nel frattempo, per garantire la piena tutela della minore, il Tribunale per i minorenni ha disposto il suo trasferimento in una comunità protetta. Si tratta di una misura adottata in via cautelare, pensata per offrire un ambiente sicuro e supportato, nel quale la bambina possa essere seguita da professionisti specializzati, lontano da contesti ritenuti potenzialmente inadeguati.

L’obiettivo prioritario resta quello di salvaguardare il benessere psicologico ed emotivo della piccola, evitando ulteriori pressioni o disagi. Nei giorni scorsi si è svolto anche l’incidente probatorio, uno strumento previsto proprio per i casi che coinvolgono minori, utile a cristallizzare le dichiarazioni in una fase iniziale e a ridurre il rischio di ripetute audizioni. In questa sede protetta, la bambina ha ribadito quanto già riferito all’insegnante, fornendo elementi che ora saranno valutati attentamente dagli investigatori e dai magistrati.

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