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Lecce, negoziante molesta bambina di 9 anni: "aveva abiti troppo sconci"

Con una banale scusa, un negoziante ha allontanato e successivamente molestato una bambina di appena 9 anni. Durante l'interrogatorio, ha affermato: "indossava degli abiti troppo sconci".

Cronaca
Pubblicato il 15 settembre 2019, alle ore 10:21

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Lecce, negoziante molesta bambina di 9 anni: "aveva abiti troppo sconci"

Il fatto è avvenuto a luglio a Trepuzzi, in provincia di Lecce, ed in questi giorni il negoziante di 71 anni accusato di violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima è stato messo agli arresti domiciliari.

Sono serviti un paio di mesi agli inquirenti per portare a termine le indagini e a rendersi conto che qualcosa non tornava nelle parole dette dal 71enne, per poi avere conferma sul racconto fatto dalla giovanissima vittima.

Era la mattina del 2 luglio quando la mamma di una bambina di 9 anni ha mandato la piccola al minimarket vicino casa per comprare delle salviettine. Non era la prima volta che il 71enne Francesco Perrone, proprietario del negozio, vedeva la piccola fare quei semplici acquisti, ma quella mattina qualcosa è andato in modo diverso.

La piccola è stata condotta con una banale scusa nel retro del negozio, dov’è avvenuta la molestia sessuale da parte dell’uomo, che le ha poi regalato delle gomme da masticare e, lasciandole un bacio sulla guancia, le ha chiesto di non farne parola a casa. La bambina, sconvolta per quanto accaduto, ha subito raccontato ai genitori quello che era successo, tanto da far arrivare, ancor prima di sporgere denuncia, il padre della giovane vittima nel minimarket, dove ha colpito il viso dell’uomo con due ceffoni.

L’interrogatorio del 71enne

Dopo la denuncia fatta dai genitori della bambina, sono subito state aperte le indagini, e la vittima è stata ascoltata con il supporto di una psicologa. Mentre la piccola ha saputo descrivere nei dettagli l’accaduto, così come il posto in cui è stata portata, il negoziante si è presentato volontariamente per essere interrogato, ma le sue parole hanno peggiorato la sua posizione.

Stando a quando rivelato, l’uomo avrebbe negato l’accusa di violenza sessuale, affermando che il vestito della bambina fosse troppo largo e sconcio. Il racconto del 71enne si è rivelato però poco credibile oltre che inadeguato, facendolo così finire agli arresti domiciliari.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Quando si parla di queste cose è davvero impossibile commentare. Il solo pensiero di mettere le mani addosso a qualcuno è raccapricciante, ma quando ci sono di mezzo i bambini risulta ancora più incommentabile la vicenda. La "scusa" del vestito sconcio riesce a rendere uno scenario da incubo ancora più terrificante.

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