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Le origini calabresi della festa di Halloween

Sarebbero calabresi le origini della festa di Halloween, meno conosciute rispetto alla leggenda di Jack o' lantern, tratta dalla storia di Stingy Jack, nata in Irlanda e sbarcata in America.

Cronaca
Pubblicato il 1 novembre 2021, alle ore 16:00

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Le origini calabresi della festa di Halloween

Halloween è una delle feste maggiormente attese dai bambini, e nonostante preveda travestimenti mostruosi è considerata una delle occasioni più divertenti anche per gli adulti. Eppure, diversi esponenti del mondo cristiano, tra i quali noti esorcisti, si sono espressi negativamente in merito a questa ricorrenza definendola uno strumento di propagazione dell’occultismo, della stregoneria, della magia, della cartomanzia, della chiromanzia, della fabbricazione di pietre e talismani e dell’utilizzazione di erbe magiche.

Secondo la Chiesa, partecipare alla festa del 31 ottobre che inneggia al ritorno degli spiriti sulla terra, esporrebbe le persone alla contrazione di disturbi di origine malefica, che potrebbero compromettere il benessere proprio della persona e la serenità delle relazioni con gli altri, proprio alla vigilia della festa cattolica di Tutti i Santi, celebrati come esempi di vita il 1 novembre, e seguita dalla commemorazione dei Defunti il 2 novembre.

Inoltre, nella notte di Halloween, quelli che sembrerebbero fantasmi, vampiri e scheletri innocui intenti a bussare alle porta chiedendo “Dolcetto o scherzetto?”, favorirebbero il Capodanno Satanico dei seguaci del demonio, concentrati ad eseguire diversi riti macabri, atti alla adorazione delle entità sovrannaturali dediti al Male e delle Tenebre, rinnegando il Dio del Bene e della Luce.

Ma nonostante sia condannata come una festa pagana e d’importazione americana, sembra che la pratica di intagliare le zucche con facce spaventose illuminate da lanterne, sia addirittura partita dalla Calabria, offuscando così la storia di Stingy Jack, il quale ingannò e intrappolò il diavolo due volte, non consentendogli di prendere la sua anima, e dando successivamente vita alla leggenda di Jack o’ lantern nata in Irlanda e sbarcata in America nella seconda metà dell’800.

Già a Serra San Bruno, in provincia di Vibo Valentia, si rispettava la ricorrenza del “Coccalu di muortu”, dove per placare le anime dei defunti si svuotavano le zucche incidendole a forma di teschio, e i bambini, bussando alle porte delle case ripetevano: “Mi pagate il teschio di morto?”, ricevendo in cambio dolciumi, caramelle o fichi secchi, per non rischiare di essere vittime dei famigerati scherzetti, come si evince dal libro “Il ponte di San Giacomo” dell’antropologo Luigi Lombardi Satriani.

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Cosa ne pensa l’autore
Rossana Lucente

Rossana Lucente - Non penso sia giusto demonizzare la festa di Halloween, vissuta come un puro divertimento, atta ad esorcizzare la paura della morte correlata strettamente alla vita, ma non compresa e non accettata come evento naturale di tutti gli esseri viventi, umani, animali e vegetali, legati ad un ciclo destinato inevitabilmente ed inesorabilmente ad esaurirsi.

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