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Roma

Laici ai media vaticani: Matteo Bruni nominato direttore della Sala Stampa

Il Papa ha nominato direttore della Sala Stampa vaticana Matteo Bruni. Nominati anche i vicedirettori della Direzione Editoriale del Dicastero per la Comunicazione: Alessandro Gisotti e Sergio Centofanti.

Cronaca
Pubblicato il 19 luglio 2019, alle ore 08:06

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Laici ai media vaticani: Matteo Bruni nominato direttore della Sala Stampa

Matteo Bruni, a partire dal 22 luglio, è il nuovo Direttore della Sala Stampa della Santa SedeAlessandro Gisotti concluderà il suo incarico “ad interim” e svolgerà il compito di vicedirettore della Direzione Editoriale del Dicastero per la Comunicazione insieme a Sergio Centofanti. Questo è quanto ha disposto negli ultimi giorni Papa Francesco.

Matteo Bruni, classe 1976, è nato a Winchester (Gran Bretagna), si è laureato nell’Università La Sapienza di Roma in lingue e letterature straniere moderne e contemporanee. Il nuovo Direttore della Sala Stampa è sposato e ha una figlia. Conosce diverse lingue: inglese, spagnolo e francese, oltre all’italiano.

Laici in Vaticano

Non nuovo all‘ambiente Vaticano, Matteo Bruni già da dieci anni lavora presso la Sala Stampa della Santa Sede, con il compito di seguire “le operazioni di accreditamento dei giornalisti e la gestione delle comunicazioni operative alla stampa in qualità di coordinatore della Sezione Accrediti”, si legge in vaticannews.va.

Dal 2013 è responsabile dell’organizzazione e dell’accompagnamento della stampa che, ammessa, segue il Santo Padre nei viaggi fuori Italia. Dal 2016 coordina “il settore Media Operations e Accrediti della Sala Stampa della Santa Sede“, riferisce sempre vaticannews.va, segnalando la partecipazione della stampa durante gli eventi del Giubileo della Misericordia. L’impegno di Bruni in ambito ecclesiale si evidenzia nei progetti di cooperazione umanitaria e nei programmi di sostegno agli anziani

Alessandro Gisotti, giornalista professionista, è nato a Roma, classe 1974, è sposato e ha due figli. Nel 1999 si è laureato in Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma. Nei primi mesi ha lavorato all’Ufficio per l’Informazione delle Nazioni Unite a Roma e, nel 2000, è entrato in Vaticano come redattore alla Radio Vaticana dove, dal 2011 al 2016, ha assunto l’incarico di vice-caporedattore presso l’emittente pontificia.

Dal 2017 coordina i Social Media del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede e, a fine 2018, è stato nominato direttore “ad interim” della Sala Stampa della Santa Sede. Ha sempre seguito l’attività dei Pontefici a Roma nei viaggi apostolici in Italia e all’estero. È stato anche insegnante di giornalismo a Roma presso l’Istituto Massimo dei Gesuiti e Teorie e Tecniche del giornalismo presso la Pontificia Università Lateranense. Tra i suoi scritti, va ricordato il volume “Il Decalogo del Buon Comunicatore secondo Papa Francesco”, del 2016.

Sergio Centofanti, giornalista professionista, è nato a Napoli, ha 59 anni, è sposato, ha tre figli e altrettanti nipoti. Nel 1986 si è laureato in Lettere presso l’Università La Sapienza di Roma. L’attività giornalistica è iniziata già all’inizio degli anni ’80, quando collaborava con Avvenire, Famiglia Cristiana, La Discussione, Popoli e Missione.

Ha cominciato a lavorare presso la Radio Vaticana nel 1986. Per “10 anni ha lavorato presso il Radiogiornale internazionale delle 8.00, diventandone vice-responsabile”, si legge in vaticannews.va. Dal 1996 è stato nominato responsabile del Radiogiornale della Sera e dal 2003 è “responsabile del Radiogiornale delle 14.00, specializzato nel seguire l’attività papale, vaticana ed ecclesiale”, riferisce il preziosissimo vaticannews.va. Con Gisotti ha seguito gli ultimi tre Pontefici, San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, nei vari viaggi. Dal 2017 fa parte del centro editoriale multimediale, dove coordina l’attività delle varie unità linguistiche presso Radio Vaticana-Vatican News.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Mi pare che il Vaticano si avvalga da tempo dell'aiuto dei laici e riconosca nel compito che viene loro affidato una vera e propria missione, una chiamata nella Chiesa. Non capisco certi timori che aleggiano in alcune testate, come se un laico non potesse fare del bene quanto un sacerdote: siamo tutti chiamati ad annunciare la buona notizia del Vangelo!

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

19 luglio 2019 - 08:16:25

Laici ma, guardando al background, di comprovata fede.

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