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Napoli

L’addio del paese a Giada Di Filippo, studentessa suicida. "Una laurea non vale una vita"

A Sesto Campano, provincia di Isernia, si sono tenuti i funerali di Giada, la studentessa suicidatasi il giorno della "presunta laurea". La giovane è stata sepolta con un vestito da sposa. Per l'ultimo saluto, è stato proclamato lutto cittadino.

Cronaca
Pubblicato il 13 aprile 2018, alle ore 16:56

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L’addio del paese a Giada Di Filippo, studentessa suicida. "Una laurea non vale una vita"

Giada Di Filippo è stata salutata da amici e parenti con il rito funebre tenutosi a Rocca Pipirozzi, una frazione di Sesto Campano (IS). Per l’ultimo saluto, i familiari hanno scelto una bara bianca e un vestito da sposa. 

La storia di Giada ha commosso l’intera nazionale, in particolare tutti gli studenti universitari, La giovane si è lanciata dal tetto della facoltà di Scienze Naturali, della Federico II, sotto gli occhi del fidanzato. Doveva essere il giorno più felice, quello della sua laurea, ma si è trasformato in un incubo. La studentessa, in quattro anni, non aveva dato esami e, addirittura, quest’anno non si era iscritta all’università ma, piuttosto che dire la verità, ha scelto di morire, mentre i suoi parenti erano arrivati a Napoli per festeggiarla.

Ieri si sono tenuti i funerali di Giada Di Filippo nel suo paese d’origine, che ha proclamato lutto cittadino. Il corteo funebre è partito dalla piazza principale fino alla chiesa di Sant’Eustachio Martire. Le persone vicine alla giovane, soffrono per non avere capito le intenzioni di Giada, e per non avere scoperto la verità. Il padre Sandro, maresciallo dei Carabinieri in pensione, è tormentato per non aver colto segnali o richieste d’aiuto di sua figlia. Durante i funerali, gli amici di Giada hanno letto una lettera: “Eri più avanti di tutti, il tuo non è stato un gesto dettato dalla paura, ma di protesta contro una società che ci vuole tutti perfetti e invincibili“. La procura di Napoli, al momento, sta indagando sul caso, anche se ci sono pochi dubbi sulla ragione che avrebbe indotto al suicidio la ragazza: il rimorso che nutriva per le bugie raccontate. Non è stata ritenuta necessaria l’autopsia.

Il giorno della Laurea

Giada Di Filippo aveva organizzato la sua laurea nei minimi dettagli. Aveva chiesto al padre di prenotare il pranzo per festeggiare la sua laurea, aveva scelto l’abito, e le bomboniere. Ma Giada, iscritta alla Facoltà di Farmacia, non aveva mai sostenuto esami. Il giorno della presunta laurea, parenti ed amici si sono trovati di fronte ad un’aula sbagliata a Scienze Naturali, così genitori ed amici si sono messi alla sua ricerca. Il fidanzato, con il quale stava progettando un matrimonio, l’ha chiamata al telefono. Giada gli ha risposto “Sono qui, alza la testa, mi vedi?“, e si è lanciata nel vuoto.

Riflessioni sull’università dal mondo accademico

Quella di Giada, purtroppo, non è la prima tragedia di questo tipo. Molti giovani si ritrovano, durante gli anni universitari, schiacciati, tra esami, tasse e mille difficoltà, e non riescono a superarle. Ecco perchè molti professori universitari, in questi giorni, hanno espresso vicinanza agli studenti.Tra questi, Nicola Pasqualino, professore alla Federico II, che scrive: “L’Università non è una gara, non serve per dare soddisfazione alle persone che ci circondano, non è un’affannosa corsa a ostacoli verso il lavoro”, invitando gli studenti a parlare. 

Dal centro Sinapsi (centro di ascolto e supporto universitario) della Federico II, emerge un dato allarmante: dal giorno della morte di Giada, sono aumentate esponenzialmente le richieste d’aiuto, proprio a evidenziare la difficoltà degli studenti universitari.

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - La storia di Giada Di Filippo ha scosso gli animi di molte persone. Giada non è riuscita a confidarsi, con parenti ed amici che l'amavano, di qualcosa che la turbava profondamente. Le bugie costruite hanno creato un castello, per Giada, difficile da mantenere, e lei ha scelto di togliersi la vita pur di non confidarle. Forte sarà il dolore di amici e parenti, che non sono riusciti a capire il suo disagio, e l'hanno vista perdere la vita davanti ai propri occhi.

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