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Venezia

La spiaggia fascista nella città di Chioggia

Lo stabilimento chiamato "Punta Canna", che si trova nella città di Chioggia, è pieno delle immagini del dittatore fascista Benito Mussolini con tanto di saluti romani.

Cronaca
Pubblicato il 10 luglio 2017, alle ore 10:00

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La spiaggia fascista nella città di Chioggia

Basta solamente leggere il cartello di ingresso della spiaggia per capire di cosa si tratta: “Zona antidemocratica e a regime. Non rompete i c…”. Anche se la frase non è dura, questo è solo l’inizio di ciò che si vedrà all’interno: all’interno dello stabilamento “Punta Canna”, infatti, ci sono le “camere a gas”, frasi sessiste e cori che inneggiano a Benito Mussolini. Alcune regole poi avvisano i bagnanti della spiaggia: “ordine, pulizia, disciplina, severità”.

Il lido balneare è composto da 650 lettini e si trova verso la foce del Brenta. Questo bel pezzo di spiaggia è diretto dal fascista Gianni Scarpa, 64 anni, che indossa sempre una bandana nera ed è pieno di gadget che rappresentano Mussolini e la storia del Fascismo. Nella giornata di ieri sono arrivati sulla spiaggia gli agenti della Digos mandati dal questore di Venezia Vito Danilo Gagliardi, che hanno studiato gli audio e le foto di “Repubblica”. 

Ma ritorniamo ai regolamenti: all’inizio l’unica regola da rispettare della spiaggia era: “Niente bambini e buzzurri”, successivamente si è aggiunto dell’altro: “La legge della giustizia nasce dalla canna del fucile”, con di fronte la doccia con il nebulizzatore, che è protetta da una cinta di canne.

Durante questo sabato, l’imprenditore balnerare ha dato il meglio di sé con alcune sue parole“Sono molto contento di avere una clientela esemplare. Guardatevi in giro, oggi siete 650, non c’è una cicca, non c’è una salvietta a terra. A me la gente maleducata mi fa schifo… a me la gente sporca mi fa schifo… A me la democrazia mi fa schifo… Io sono totalmente antidemocratico e sono per il regime. Ma non potendolo esercitare fuori da casa mia, lo esercito a casa mia. A casa mia si vive in totale regime… qui è casa mia e di conseguenza si vive a regime”. 

La notizia ha già fatto il giro del web, sconcertando alcune persone: Vito Danilo Gagliardi, il questore di Venezia, ha rivelato che la vicenda è raccapricciante, mentre un’altra denuncia viene fatta da Noemi Di Segni – presidente della comunità ebraica in Italia – dicendo che la politica e le istituzioni su alcune situazioni dovrebbero fare meglio.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - Alcune cose dovrebbero essere ricordate solamente storicamente, e metterle in un cassetto. Una di queste non può che essere il Fascismo, il periodo italiano più sanguinoso che uccise milioni di connazionali. Il problema è che, nel 2017, si vedono ancora spiagge che inneggiano ad un'epoca così cruda e violenta; sicuramente si può far di meglio per evitare vicende del genere.

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Commenti
Rita Serretiello
Rita Serretiello

11 luglio 2017 - 09:19:37

"Niente bambini e buzzurri"? Anche lui è stato bambino e, purtroppo, nessuno l'ha fermato quando potevano farlo...

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