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La Spezia: sangue nelle mutande di una bambina. Il vicino la violentava da mesi

A La Spezia i genitori di una piccola di 9 anni scoprono del sangue nelle mutande della figlia. Il vicino buono, paziente e sempre disponibile, la violentava da tempo.

Cronaca
Pubblicato il 2 agosto 2020, alle ore 18:56

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La Spezia: sangue nelle mutande di una bambina. Il vicino la violentava da mesi

A La Spezia, in Liguria, una mamma di una bambina di neanche 10 anni scopre delle macchie di sangue nelle mutande della figlia. La donna si insospettisce e, vista la quantità di liquido ematico, chiede alla piccola se si era fatta male o se aveva avuto un incidente.

La piccola ha risposto che era stato il “nonno” a palpeggiarla e penetrarla probabilmente con le dita. La bambina accusa il “nonno”, ma in realtà è un vecchietto loro vicino di casa, un signore paziente e buono al quale affidavano la bambina quando non erano in casa. L’uomo si è rivelato essere un orco che violentava e palpeggiava la piccola.

I fatti si sono verificati nel periodo che va dall’estate 2018 a febbraio 2019 ed avvenivano all’interno della casa in via Val Magra. Proprio in quella casa la piccola veniva affidata all’uomo per alcuni brevi momenti, quando entrambi i genitori dovevano allontanarsi per qualche commissione. Quando la donna si accorge della presenza di sangue nelle mutande della bambina e sente la motivazione data dalla figlia, fa immediatamente la denuncia alle forze dell’ordine.

La condanna

In fase processuale l’accusa ha chiesto una condanna a 9 anni di reclusione per violenza sessuale su minore. La sentenza, giunta circa un mese fa, ha condannato l’uomo a 5 anni di reclusione, al divieto di avvicinamento a tutti i luoghi frequentati da minori (come scuole, oratori e centri estivi). Il 66enne dovrà risarcire la famiglia con 30.000 euro ed in più dovrà pagare le spese legali.

Le indagini che hanno portato ad una condanna sono state lunghe e complicate: in una primissima fase si è sospettato anche del padre che è stato immediatamente considerato totalmente innocente.  Con il proseguire delle indagini, che sono state lunghe e complicate, è stato costruito un attento esame scientifico ed inoltre è stata portata a termine una ricostruzione del profilo psicologico congiuntamente ad una perizia psichiatrica della bambina.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - Per l'ennesima volta un amico di famiglia si è trasformato in un orco, Non oso immaginare come si possano sentire i genitori dopo essersi resi conto che erano loro stessi a portare la bambina da quell'uomo. Quella coppia non ha nessuna colpa di quanto accaduto ma sicuramente si sentirà colpevole, mentre quello che non merita di essere chiamato uomo credo sia dispiaciuto soltanto per essere stato arrestato invece di esserlo per quello che faceva.

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