La Spezia, lancia una sedia dalla finestra della scuola e centra una 18enne: «È stata una bravata»

Una studentessa di 18 anni a La Spezia è stata colpita da una sedia lanciata da una finestra della scuola da un compagno minorenne; l’episodio, definito “bravata”, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza e la disciplina nelle scuole.

La Spezia, lancia una sedia dalla finestra della scuola e centra una 18enne: «È stata una bravata»

Un episodio che ha scosso l’Istituto superiore Capellini-Sauro di La Spezia è avvenuto martedì 3 febbraio, quando una studentessa di diciotto anni è stata colpita da una sedia lanciata da una finestra del primo piano mentre si trovava nelle pertinenze dell’edificio. Lanciata apparentemente come «bravata», la sedia ha centrato la parte superiore del corpo della ragazza, provocando il tempestivo intervento dei soccorsi.

Trasportata in pronto soccorso, le condizioni della giovane sono risultate fortunatamente non gravi e i medici hanno escluso complicazioni, alleviando la preoccupazione immediata di compagni e insegnanti. I carabinieri sono intervenuti sul posto per ricostruire l’accaduto e individuare il responsabile. Le indagini hanno portato all’identificazione di uno studente minorenne dell’istituto, la cui posizione è ora al vaglio delle autorità scolastiche e della magistratura.

Secondo quanto dichiarato dallo stesso ragazzo, il gesto non aveva intenzioni premeditate ma sarebbe stato compiuto per “scherzo”, un comportamento che tuttavia ha potenzialmente rischiato conseguenze molto più gravi. L’episodio ha così riportato sotto i riflettori la questione della sicurezza all’interno degli edifici scolastici e la necessità di un controllo più attento del comportamento degli studenti, soprattutto quando si tratta di azioni che possono trasformarsi in pericoli concreti.

Il contesto in cui si inserisce l’accaduto rende l’episodio ancora più delicato. La Spezia, infatti, è ancora segnata dalla morte di Youssef Abanoub, lo studente dell’istituto professionale Domenico Chiodo soppresso da un coetaneo nell’ottobre scorso, un evento che aveva già scosso profondamente la comunità scolastica locale. Questo nuovo episodio di violenza, seppur senza esiti gravi, riaccende il dibattito sul clima nelle scuole, sulla gestione dei comportamenti a rischio e sull’urgenza di interventi preventivi che possano tutelare la sicurezza di tutti gli studenti.

Le autorità scolastiche, insieme ai carabinieri, stanno valutando le misure disciplinari nei confronti del minorenne, che rischia provvedimenti sia a livello amministrativo che educativo. Il caso solleva anche interrogativi più ampi sul ruolo delle istituzioni nell’educazione alla responsabilità e nella prevenzione di comportamenti che, per quanto possano apparire come scherzi, possono causare danni fisici significativi. L’episodio al Capellini-Sauro evidenzia come la cultura della sicurezza e della prudenza nelle scuole debba essere costantemente rafforzata, non solo con regole e controlli, ma anche attraverso programmi educativi mirati a responsabilizzare gli studenti e a sensibilizzarli sulle conseguenze delle proprie azioni. In attesa di ulteriori sviluppi, la comunità scolastica di La Spezia continua a monitorare la situazione, con la speranza che simili episodi non si ripetano e che l’attenzione verso la sicurezza nelle scuole resti una priorità condivisa tra studenti, docenti e famiglie.

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